Con l’ aggettivo uticense (dal latino uticensis) si connota ciò che proviene o appartiene a Utica, antica città costiera dell’ Africa settentrionale (l’ attuale Tunisia), situata a pochi chilometri a Nord di Cartagine – con la quale entrò spesso in conflitto – e fondata, secondo la tradizione, dai coloni di Tiro nel 1101 a.C.

Uticense si dirà quindi degli abitanti di Utica, o dei nativi di questa città. In tal senso, l’ Uticense per antonomasia è Marco Porcio Catone il minore, detto appunto Catone Uticense, o l’ Uticense. Egli fu un politico, militare, scrittore e magistrato monetario romano, descritto dalle fonti come modello di rettitudine morale e fiero difensore della libertà repubblicana. Oltre che per la sua integrità, caparbietà e tenacia, Catone Uticense viene ricordato per essersi ribellato alla presa di potere da parte di Cesare, preferendo il suicidio piuttosto che sopravvivere “alla morte della libertà” e assistere inerme alla fine dei valori repubblicani di Roma per cui tanto si era battuto. Fu proprio a Utica che, nel 46 a.C., si consumò la sua ultima resistenza contro Cesare e lo stoico suicidio. Da qui l’ appettativo di Uticense.

Non solo Utica, divenuta celebre proprio per il suo estremo sacrificio, rese a Marco Porcio Catone degni onori funebri, ma proprio per il suo incrollabile carattere e la difesa della libertà repubblicana egli divenne simbolo di libertà spirituale, ispirando, anche in epoca moderna, numerose opere. Sulla sua figura è inoltre incentrato il primo canto del Purgatorio di Dante.