L’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) ha duramente ripreso l’Italia per il suo scarso impegno nel campo delle vaccinazioni infantili.

La posizione dell’agenzia dell’ONU per la salute è emersa durante una convention svoltasi in questi giorni a Copenaghen, durante la quale si è fatto il punto della situazione sulla campagna di vaccinazione negli Stati dell’UE.

In particolar modo il vertice ha dibattuto la diffusione di morbillo e rosolia, che l’OMS si è promessa di sradicare entro la fine dell’anno.

I vertici dell’agenzia hanno chiesto un incontro con il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, auspicabilmente entro il mese di marzo, per discutere del progressivo calo di vaccinazioni infantili nel Paese.

Secondo l’OMS i dati dell’Italia sono ancora incompleti, ma stando alle statistiche ufficiali negli ultimi quattro anni l’Europa ha fatto segnare circa 100mila casi di morbillo e 90mila di rosolia.

La posizione di fanalino di coda dell’Italia in Europa sarebbe dimostrata dalla forte incidenza del morbillo nel nostro Paese: tra ottobre 2013 e settembre 2014 ben 2000 casi sugli oltre 4700 si sono verificati nel territorio presieduto da ministero della Lorenzin.

Susanna Esposito, presidente di Waidid, la World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders, e presidente della Commissione OMS che si occupa di morbillo e rosolia ha sottolineato il ritardo del Paese: le coperture vaccinali si attestano infatti su una media del 90%, mentre l’obiettivo europeo è stato fissato al 95%.

Inoltre in alcune regioni queste cifre calano all’85% per la seconda dose di vaccino rispetto al 95% standard: in tutto ciò, ricorda la Esposito, è assordante il silenzio della politica italiana che non ha saputo rispondere alle sollecitazioni arrivate dall’Europa.

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