Il decreto del governo che ha reso obbligatorio alcuni vaccini sta facendo discutere molto perché molti non vedrebbero di buon occhio l’obbligatorietà di un trattamento sanitario. Tra coloro che sono contrari all’obbligo di alcuni vaccini anche la Regione Veneto, che attraverso il governatore Luca Zaia ha già fatto sapere di essere pronta a ricorrere contro il provvedimento governativo.

Il motivo del no ai vaccini obbligatori, secondo Zaia, non sarebbe da rintracciare nell’essere contrari ai vaccini stessi ma nel ritenere che un provvedimento del genere possa generare effetto contrario e quindi essere controproducente. “Io non incontro mamme che mi dicono ‘no senza se e senza ma’ ma mamme che sono preoccupate dal numero dei vaccini e dall’impossibilità di scegliere un programma vaccinale. L’obbligatorietà non risolve il problema del dialogo con le famiglie e in Veneto l’abbiamo dimostrato“, ha dichiarato il governatore della Regione Veneto.

Sempre secondo Zaia, il provvedimento del governo (in base al quale i bambini che non hanno fatto le vaccinazioni obbligatorie non possono essere ammessi all’asilo) andrebbe oltre la semplice obbligatorietà di un comportamento ma si estenderebbe alle misure coercitive. Insomma, per la Regione Veneto sì ai vaccini ma non nel modo in cui essi vengono presentati all’interno del decreto governativo. A dimostrazione del fatto che più di un provvedimento obbligatorio possa fare il dialogo e l’informazione ai genitori, Zaia ricorda che in Veneto la percentuale delle vaccinazioni è del 92,6 per cento. Il governatore ha poi concluso: “La nostra preoccupazione è che un decreto che va oltre l’obbligo ci crei un abbandono. Noi non vogliamo che il ricorso sia visto come una posizione contro i vaccini. Siamo gli unici ad avere un’anagrafe digitale sul tema, con dati in tempo reale. L’impegnativa si fa su tutta una serie di fronti e per la lesa autonomia di una Regione che ha un suo programma vaccinale e un suo rapporto con i cittadini“.