Il mondo del giornalismo, della cultura e della politica piangono la scomparsa di Valentino Parlato, che si è spento all’età di 86 anni. La sua figura è stata sempre legata, principalmente, al quotidiano Il Manifesto, di cui è stato fondatore nel 1971 e per quattro volte anche direttore.

Nato a Tripoli il 7 febbraio 1931, Valentino Parlato venne poi espulso dal Protettorato inglese nel 1951 mentre era studente di legge. In Italia diventa funzionario del Pci e successivamente giornalista economico per la testata Rinascita. Con quest’ultima il rapporto si interrompe proprio nel 1969, quando Valentino Parlato viene anche radiato dal Partito comunista italiano (insieme a Rossanda e Pintor) per alcune sue prese di posizione pubbliche che contrastavano apertamente con quelle del partito.

Da quel momento in poi, la biografia di Parlato si lega fortemente a quella de Il Manifesto, con sede in via Tomacelli a Milano. Nella vita privata di Parlato ci sono state anche due moglie – Clara Valenzano e Delfina Bonada – e tre figli. Matteo Parlato, uno di questi, ha anche girato un documentario per narrare la vita del padre (si intitola Vita e avventure del Signor di Bric à Brac). Incallito fumatore fino alla fine, il mondo del giornalismo, tutto, ha dato addio ad un grande personaggio carismatico.