Il 23 febbraio del 1952 si inaugurava a Palazzo Reale la prima grande mostra su Vincent Van Gogh. A 62 anni di distanza, nell’ambito della rassegna Milano cuore d’Europa, le opere di uno degli artisti più famosi al mondo tornano protagonisti del capoluogo lombardo per la mostra “Van Gogh – L’uomo e la terra”.

Dal 18 ottobre 2014 all’8 marzo 2015, oltre 50 opere, provenienti in gran parte dal museo Kröller-Müller di Otterlo, saranno infatti esposte nelle sale di Palazzo Reale: tra i capolavori attesi L’autoritratto del 1887, il Ritratto di Joseph Roulin del 1889, Vista di Saintes Marie de la Mer del 1888 e molti disegni, come Testa di pescatore del 1883 e Bruciatore di stoppie seduto in carriola con la moglie, del 1883. Al corpus centrale della mostra, costituito come per l’esposizione del ‘52 da opere provenienti dal Kröller-Müller Museum, si aggiungono poi i lavori provenienti dal Van Gogh Museum di Amsterdam, dal Museo Soumaya-Fundación Carlos Slim di Città del Messico, dal Centraal Museum di Utrecht e da collezioni private normalmente inaccessibili: un’occasione unica, alla scoperta di tele già note e di altre mai viste prima, per comprendere ed esplorare il complesso rapporto tra uomo e natura, tra fatica e bellezza, attraverso il drammatico percorso esistenziale di Van Gogh.

Una lettura dell’opera dell’artista del tutto inedita, che si focalizza sulle tematiche legate a Expo 2015: la terra e i suoi frutti, l’uomo al centro del mondo reale, la vita rurale e agreste così strettamente legata al ciclo delle stagioni. In un’epoca in cui la maggior parte degli artisti rivolgeva lo sguardo al paesaggio urbano, frutto dell’industrializzazione europea della fine del XIX, Van Gogh sposta invece la sua attenzione verso il paesaggio rurale e il mondo contadino, ritenendo la vita semplice della campagna un soggetto di una nobile e sacra accezione e i lavoratori della terra figure eroiche e gloriose. La vita e le mansioni della tradizione agreste diventano per lui materia di studio: dai primi disegni realizzati in Olanda fino agli ultimi capolavori dipinti nei pressi di Arles, Van Gogh esprime la propria affinità verso gli umili, immedesimandosi con loro e rappresentando il loro dignitoso contegno.

Istituzioni museali straniere di grande prestigio, curatela internazionale di altissimo livello, inserimento in palinsesti tematici di programmazione che coinvolgono l’intera città: sono questi i tre elementi fondamentali di costruzione di senso e di significato per questa avventura che è la grande mostra di Van Gogh“, ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

Una mostra che ci condurrà ad un’immersione totale nell’opera del Maestro olandese, indagando a fondo nella storia del pittore che per la verità delle sue immagini, l’intensità dei suoi colori e la forza della sua pennellata ha per primo affermato l’identità tra arte e vita, aprendo la strada ai movimenti espressionisti del Novecento e finendo per diventare uno degli artisti più importanti dell’intera Storia dell’Arte.