È stata inaugurata oggi a Castiglione de’ Pepoli, in provincia di Bologna, la Variante di Valico dell’autostrada A1, che attraversa due regioni – l’Emilia Romagna e la Toscana – per un totale di 23 viadotti e 22 gallerie e che agevolerà tutti i collegamenti tra i centri urbani presenti tra Bologna e Firenze.

La sezione stradale ha un minimo di tre corsie per ogni senso di marcia e uno spartitraffico di almeno 4 metri, mentre invece le parti nelle gallerie dispongono di due corsie più una di emergenza: il tutto è opera di ben cinque cantieri principali, una cava e 2 depositi.  L’opera è costata 7 miliardi di euro, ma i progetti vanno avanti da quasi 33 anni, dato che la prima idea risale addirittura al 1982  a opera dell’architetto Pier Luigi Spadolini.

All’inaugurazione della Variante di Valico era presente anche Matteo Renzi, che non ha nascosto la sua soddisfazione per uno dei progetti più importanti in questo campo in tutta Europa: “Oggi è arrivato il giorno che sembrava non dovesse arrivare mai, che manda in soffitta i professionisti del `tanto non ce la farete mai´, del piagnisteo e della lamentazione, è il giorno che sembrava talmente lontano l’anno scorso”.

Una piccola polemica è sorta per la fila di macchine ferme lungo 12 km della A1 che si è formata questa mattina, a quanto pare proprio per un cantiere del progetto, che Renzi però ha rispedito prontamente al mittente: “La coda sull’autostrada qui c’è da sempre, in particolare a Natale — ha detto il premier — non sono le persone che sono qui ad aver creato 10 chilometri di coda”.

Le critiche hanno circondato l’operazione per i costi lievitati nel tempo e la lunga attesa, ma l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci ha minimizzato, riportando i dati esatti dei lavori e ripercorrendo la storia della Variante: “Abbiamo sentito e letto tanto in questi anni, ma è importante considerare i fatti: e i fatti sono che rispetto alla prima idea dell’82 l’opera fu messa a concessione nel ‘97. Poteva sembrare l’avvio, invece no. Ci sono stati 4 anni per discutere se era meglio il progetto in convenzione o la variantina. A maggio 2001 il ministero dell’ambiente azzerò tutto. Dei collaboratori mi dissero facciamo ricorso al Tar. Lo vincemmo e nel novembre 2001 si decise che il tracciato era questo”.

Sulla questione costi invece Castellucci ha ammesso l’aumento ma si è detto soddisfatto per essere riuscito a contenerlo nel tempo: “L’opera è costata di più di quanto preventivato, ma è fisiologico, anche per l’aumento del costo delle materie prime rispetto a 17 anni fa: tuttavia sono orgoglioso che l’aumento del costo iniziale sia stato solo del 60%. Altre opere nello stesso periodo hanno moltiplicato per tre o quattro volte il costo“.