La Corte suprema greca ha trasmesso in questi giorni al Parlamento due cause intentate contro l’ex-ministro delle Finanze Yanis Varoufakis per le sue dichiarazioni: ha rivelato il suo piano per creare un sistema parallelo e segreto di pagamenti per favorire l’uscita dall’Euro e quindi il ritorno della dracma in Grecia.

Le denunce sono di Apostolos Glenzos, ex attore cinematografico oggi sindaco di Stylida – 6.100 abitanti – e fondatore di Teleia – significa perfetto -, un partito che si ispira al Movimento 5 stelle, e di un avvocato, Panayiotis Giannopoulos, che accusano l’ex ministro di alto tradimento – e pure di aver causato gravi danni all’economia greca.

Ora la palla passa all’assemblea elettiva greca che dovrà decidere se revocare o meno l’immunità a quello che resta comunque un deputato di Syriza. Se arrivasse il via libera del Parlamento, l’ex-ministro dovrebbe affrontare un processo – possibilità al momento lontana.

I media greci riportano alcuni punti del piano di Yanis Varoufakis. In questi mesi, senza il supporto della banca centrale, si sono accumulati arretrati sui pagamenti fino a più del 3% del Pil. In questo modo si è creato un circolo vizioso per il mancato pagamento delle tasse. Come risolvere la situazione? L’ex-ministro avrebbe pensato ad un piattaforma web del Fisco in cui compensare debiti e crediti.

Questa piattaforma sarebbe utilizzabile non solo nei rapporti tra Stato e privati, ma anche tra chiunque disponga di un codice fiscale e avrebbe finito per rappresentare una vera e propria valuta parallela. Questo piano sarebbe stato bloccato dalla Troika – ma su questa ricostruzione è arrivata una pronta smentita della Commissione Ue. L’ex-ministro avrebbe anche assoldato un suo amico per entrare nel sito del ministero – che secondo Varoufakis sarebbe “sotto il controllo di Bruxelles” – per copiarne il software.

La mossa contro Yanis Varoufakis rivela il livello lo stato di grande tensione che sta attraversando la Grecia dopo la firma del durissimo accordo con i creditori.