Sono ore di profondo imbarazzo per il Vaticano nella bufera per le rivelazioni sulle spese pazze dei prelati, sui fondi destinati ai poveri usati per beni di lusso, sui contatti tra il Vaticano e alcuni esponenti della P2 e sul giro d’affari fondato su benzina e sigarette. Rivelazioni contenute nel libro Avarizia di Emiliano Fittipaldi e nel volume Via crucis di Gianluigi Nuzzi.

Il cardinale Tarcisio Bertone prova a rispondere all’accusa di aver utilizzato i fondi destinati all’ospedale Bambin Gesù per ristrutturare il suo lussuoso attico. In un’intervista concessa al Corriere della Sera l’alto prelato parla di calunnie nei suoi confronti e spiega di non aver affatto utilizzato i soldi della Fondazione Bambin Gesù per i lavori del suo appartamento bensì di aver attinto a 300 mila euro di risparmi personali.

L’appartamento, spiega Bertone, non è di mia proprietà e resterà al Governatorato. Bertone precisa inoltre che nell’appartamento di 296 metri quadrati in cui abita vivono anche 3 suore e una segretaria. Il terrazzo con vista su San Pietro inoltre apparterrebbe a tutti i condomini che vivono nel palazzo.

Non esiste nessun attico. Io abito al terzo piano e il terrazzo non è mio, è stato risanato durante i lavori ma è quello condominiale, in cima al palazzo. È di tutti gli inquilini, cardinali e arcivescovi, che ci vivono.

Riguardo ai 200 mila euro per la ristrutturazione dell’appartamento fatturati alla Fondazione, Bertone afferma di non essere stato messo al corrente e di aver già dato mandato al suo avvocato per effettuare delle verifiche.

Vatileaks 2, Luxuria contro Bertone: gente non si fiderà più degli enti benefici

Mentre Bertone prova a giustificarsi continuano a piovere reazioni indignate. L’ex parlamentare Vladimir Luxuria ha espresso in modo colorito tutta la sua rabbia per i soldi sottratti al Bambin Gesù in un intervento a La Zanzara, trasmissione radiofonica in onda su Radio24:

Mi girano così le palle che quasi quasi torno uomo.

Luxuria ha infatti donato 30 mila euro alla Fondazione e teme che come lei altri benefattori non si fidino più degli enti di beneficenza a causa dell’uso improprio dei fondi effettuato dai prelati.

I party vip di monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e della lobbista Francesca Chaouqui

Nel frattempo emergono altri dettagli sui party vip organizzati dalle gerarchie ecclesiastiche come la festa con giornalisti e lobbisti organizzata il 27 aprile 2014 presso il Palazzo della Prefettura degli Affari economici del Vaticano per assistere dal terrazzo alla canonizzazione dei due Papi. La festa fu organizzata da monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e dalla lobbista Francesca Chaouqui arrestata nei giorni scorsi.

Nel menù era compresa persino l’eucarestia. Il party fu sponsorizzato da alcune lobby della sanità e del petrolio e costò oltre 20 mila euro solo di addobbi. Una mancanza di sobrietà che fece infuriare papa Francesco e incrinò i rapporti tra Bergoglio, monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Chaouqui.