Sta per concludersi il processo per il “Vatileaks 2″: l’accusa è di sottrazione e diffuse di documenti riservati della Santa Sede. I pubblici ministeri dello Stato Vaticano hanno chiesto quattro condanne: nello specifico, per quella che viene considerata “l’ispiratrice e la responsabile” della condotta incriminata, ovvero la Chaouqui, sono stati chiesti 3 anni e 9 mesi. La donna, esperta di pubbliche relazioni, ha sempre respinto ogni accusa.

Vatileaks, assolto il giornalista Fittipaldi

Per monsignor Balda, invece, sono stati chiesti 3 anni e un mese. Un anno e nove mesi per Nicola Maio (“in considerazione del limitato ruolo avuto nella vicenda”, precisano) e un anno con sospensione della pena per il giornalista Gianluigi Nuzzi, conduttore di “Quarto Grado” e autore del libro scandalo, uscito nel novembre 2015, dal titolo “Via Crucis. Da registrazioni e documenti inediti la difficile lotta di Papa Francesco per cambiare la Chiesa”, edito da Chiarelettere. Il giornalista, tra l’altro, nel 2009, aveva pubblicato i libro “Vaticano S.p.A”., poi tradotto in quattordici lingue mentre nel maggio 2012 era uscita un’altra sua opera, “Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XVI”.

L’unico ad uscire indenne da questo processo, dal “Vatileaks 2″, è il giornalista Fittipaldi, assolto per “insufficienza di prove”. Ai due giornalisti italiani, di fatto, viene contestata “non la pubblicazione ma il concorso morale nella divulgazione attraverso, in particolare, l’impulso psicologico dato all’azione dalla loro presenza e disponibilità”. Ancora una volta, dunque, “non entra nel merito se le notizie sono vere o false” ribatte Fittipaldi, da una parte contento per la sua assoluzione, dall’altra irritato per un processo ingiusto. Il giornalista, infatti, senza mezzi termini, ha parlato di un “attacco alla libertà di stampa” visto che nessuno avrebbe mai messo in dubbio la veridicità delle notizie pubblicate sia da Nuzzi che da Fittipaldi.

Martedì l’arringa dei difensori degli imputati

Per martedì, infatti, sono attesi gli interventi dei difensori di tutti gli imputati: i lavori cominceranno martedì alle 9.30 per poi concludersi mercoledì pomeriggio alle 15.30. L’appuntamento è nel Tribunale del Vaticano a Roma. “Domani ci sarà la nostra arringa e vedremo” ha dichiarato la Chaouqui che si è recata in Vaticano con il figlio. “Aver portato mio figlio con me in Tribunale vaticano non è una provocazione bensì una necessità perché devo allattarlo ogni tre ore ma in ogni caso lui è protagonista fin dal primo giorno di questa vicenda in quanto si è voluto agire contro una donna incinta” ha precisato ai cronisti. Il piccolo, comunque, non è entrato in aula.