Riprende oggi il processo noto come Vatileaks 2, nel quale sono imputati Francesca Immacolata Chaouqui e monsignor Lucio Angel Vallejo Balda: i due sono accusati di aver divulgato documenti riservati dal Vaticano che sarebbero poi stati utilizzati in due libri usciti nello stesso periodo – Via Crucis di Gianluigi Nuzzi e Avarizia di Emiliano Fittipaldi – incentrati entrambi sulle presunte storture del sistema finanziario vaticano.

Il procedimento giudiziario viene riaperto dopo tre mesi di pausa serviti agli esperti per effettuare le perizie informatiche richieste dalle varie parti in causa.

Oggi riprenderanno anche gli interrogatori, e tutta l’attenzione è rivolta alla testimonianza della Chaouqui, che non è passata inosservata essendosi presentata accompagnata da due massici bodyguard e sopratutto da due valigie blindate ripiene di documenti.

Gli esperti ipotizzano infatti che la ex pr e consulente della commissione Cosea, al momento al settimo mese di gravidanza, baserà la propria linea di difesa sulla richiesta di essere sciolta dal segreto pontificio: in questo modo, producendo documentazioni al momento secretate, potrebbe rispondere puntualmente alle accuse che le vengono rivolte.

Più complicata la situazione giudiziaria di monsignor Barda: il prelato spagnolo è infatti tornato in carcere dopo che gli sono stati revocati gli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato preso dopo che questi avrebbe usato un cellulare – nonostante i divieti imposti – con il possibile obiettivo di inquinare le prove.

Al vaglio ci sono anche le intere conversazioni avvenute tra la Chaouqui e Valda, sia tramite sms che per messaggi di WhatsApp: a quanto sembra sarebbero stati documentati tentativi di minaccia e allusioni sessuali. Anche Nicolo Maio, terzo imputato nell’inchiesta, ha chiesto che vengano esaminati i messaggi partiti dal suo cellulare. Iniziata questo pomeriggio, la nuova tranche del processo probabilmente riprenderà domani mattina con una nuova udienza.