Nonostante non se ne parlasse più pubblicamente da vario tempo, il caso Vatileaks deve essere proseguito perché oggi sono stati resi noti gli arresti in Vaticano di monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, spagnolo di 54 anni, in passato segretario della Prefettura degli Affari economici e della Commissione di studio sulle attività economiche e amministrative della Santa Sede e di Francesca Immacolata Chaouqui, pr italiana di 33 anni, in passato componente della Commissione referente sulle attività economiche della Santa Sede (Cosea), dove era stata assunta su segnalazione dello stesso monsignor Vallejo Balda.

Ricordiamo che lo scandalo Vatileaks scoppiò all’interno del Vaticano nei primi mesi del 2012 e che è consistito soprattutto in una fuga di documenti strettamente riservati riguardanti i rapporti interni della Santa Sede (gestione dello IOR compreso).

E oggi, a distanza di quasi quattro anni da allora, i due arresti hanno acceso di nuovo i riflettori su questo caso. La Chaouqui è già stata rimessa in libertà però, non solo per aver dimostrato collaborazione nel corso delle indagini ma anche perché non sono state ravvisate esigenze cautelari che ne imponessero il fermo. Rimane invece in arresto monsignor Vallejo Balda. Secondo gli inquirenti, la Chaouqui e Vallejo Balda sarebbero i cosiddetti corvi (presunti) che avrebbero fornito il materiale per la stesura di due libri non ancora editi, Via Crucis di Gianluigi Nuzzi e Avarizia di Emiliano Fittipaldi.

A far luce su quanto accaduto è intervenuto anche un comunicato della Santa Sede, in cui è stato chiarito che gli arresti sono avvenuti tra la giornata di sabato e quella di domenica, che Papa Francesco è stato informato sia su quanto accaduto sia sui provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria vaticana. Il comunicato prosegue anche specificando che: “I libri annunciati per i prossimi giorni,  come già in passato, sono frutto di un grave tradimento della fiducia accordata dal Papa e, per quanto riguarda gli autori, di una operazione per trarre vantaggio da un atto gravemente illecito di consegna di documentazione riservata, operazione i cui risvolti giuridici ed eventualmente penali sono oggetto di riflessione da parte dell’Ufficio del Promotore in vista di eventuali ulteriori provvedimenti, ricorrendo, se del caso, alla cooperazione internazionale. Pubblicazioni di questo genere non concorrono in alcun modo a stabilire chiarezza e verità, ma piuttosto a generare confusione e interpretazioni parziali e tendenziose. Bisogna assolutamente evitare l’equivoco di pensare che ciò sia un modo per aiutare la missione del Papa“.