La Guardia di Finanza di Como ha eseguito sei ordini di custodia cautelare nell’ambito di un’indagine concernente il tentativo di vendita di materiale bellico destinato a essere trasportato in Iran.

L’operazione è stata diretta e coordinata da Maurizio Romanelli e Adriano Scudieri della Procura di Milano e ha portato all’arresto di cinque cittadini iraniani e un italiano. La compravendita avrebbe riguardato una serie di macchinari utilizzati per la fabbricazione di tubi in acciaio potenzialmente utilizzati per l’assemblaggio di materiale di tipo missilistico.

Inoltre il gruppo di sei persone poste in stato di arresto nelle province di Torino, Padova e Firenze stava discutendo la vendita di apparecchiature fondamentale per la creazione di una rete a banda larga destinata a fini militari, nonché di motori e altre parti di aerei ed elicotteri.

I sei sono dunque accusati di associazione a delinquere, violazione delle normative comunitarie riguardanti le misure restrittive ancora vigenti nei confronti dell’Iran e le disposizioni sul controllo dell’esportazione e il transito di materiali bellici. L’operazione della Guardia di Finanza dovrebbe aver portato allo smantellamento dell’intera rete bloccando tutti i passaggi comprendenti il trasporto, lo stoccaggio e la spedizione delle apparecchiature.

In seguito all’accordo raggiunto tra l’Iran e le potenze occidentali riguardo al piano di sviluppo nucleare sono state revocate le sanzioni economiche che, con varie modifiche, erano state in vigore sin dal 1979. In particolar modo lo Stato mediorientale ha già iniziato a immettere sul mercato le riserve di greggio accumulate in questi anni, con conseguente calo del prezzo del petrolio.