Venerdì 17 è un giorno infausto per tutti coloro che alla sfortuna ci credono eccome, così come credono alle superstizioni e alla credenze che si sono diffuse nel corso dei secoli. Se non siete fra quelli che hanno scelto di discostarsi dalla massa dei “creduloni” o se fate parte di coloro che pensano “non è vero ma ci ci credo” e siete fedelissimi del cambiare strada se attraversa il gatto nero, sette anni di guai se si rompe lo specchio, sfortuna seriale se si passa sotto una scala e così via… preparatevi dunque a vivere ventiquattro ore tappati in casa, non fate nulla, non muovetevi, non respirate… perché la iella e lo sfortunato causo fortuito potrebbero essere costantemente in agguato!

I motivi religiosi

Ironia a parte, vi siete mai chiesti perché questo giorno sia arrivato ad essere considerato come uno dei più sfortunati di sempre? L’origine della credenza si perderebbe nella notte dei tempi ma disponiamo di diverse spiegazioni piuttosto credibili sul “terribile” venerdì 17. Iniziamo col dire che la maggior parte delle motivazioni sono dovute a credenze originatesi con l’avvento del cristianesimo. Non è un caso, dunque, se nei Paesi anglosassoni come Stati Uniti e Gran Bretagna, ad esempio, il giorno più temuto sia invece venerdì 13 (con tanto di filmografia horror dedicata…).

Proprio in ambito religioso si ricavano dunque le prime due spiegazioni plausibili: il 17 sarebbe il giorno in cui è iniziato il diluvio universale che la Bibbia racconta nel libro della Genesi. In più, il venerdì è il giorno in cui Gesù muore sulla croce (il venerdì santo).

Altre possibili spiegazioni

Altre spiegazioni laiche, se così vogliamo definirle, sono attribuite invece ai tempi degli antichi Romani: si pensa infatti che il 17 porti sfortuna perché nell’antica Roma, sulle tombe dei defunti, si incideva la parola VIXI (traducibile come “ho vissuto”), anagramma del numero romano XVII, 17 appunto (ma un’altra spiegazione riporta che a causa dell’analfabetismo medievale successivo, VIXI venne confuso con XVII). Grazie a questa spiegazione, il 17 viene dunque collegato alla morte e porterebbe sfortuna proprio per questo motivo. Pensate che il timore collegato a questo giorno è stato talmente tanto nel corso dei secoli, da generare persino una patologia, chiamata eptacaidecafobia, che è appunto la paura del numero 17.

Fra le altre spiegazioni che esulano dalla componente religiosa e mistica, ve n’è una collegata all’antica Grecia: i pitagorici disprezzavano infatti il numero 17 poiché è compreso fra il 16 e il 18, i numeri che rispecchiano perfettamente la rappresentazione di quadrilateri (4×4 e 3×6). Dando un’occhiata alla smorfia napoletana, scopriamo invece che il 17 significa, guarda caso… proprio la disgrazia.

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