Esiste un pericolo per quanto riguarda gli alimenti del Veneto? Alcune analisi effettuate dalle sezione veterinaria e sicurezza alimentare della Regione nelle province di Padova, Vicenza e Verona hanno rilevato valori che superano la media di pfas, ovvero delle sostanze impermeabilizzanti, in carne, pesce, uova e ortaggi.

A lanciare l’allarme sugli alimenti in Veneto è Andrea Zanoni, consigliere regionale del Pd, che ha commentato il monitoraggio della popolazione locale con esami del sangue sostenendo che: “I risultati delle analisi sono sorprendenti, perché purtroppo confermano la diffusione e la presenza dei pfas nei territori di tutte e cinque le unità sanitarie oggetto dell’indagine ed in tutte le matrici alimentari”.

L’elevata presenza di sostanze perfluoro-alchiliche è stata trovata in numerosi alimenti, dalle uova all’insalata, oltre alle carni, in una zona che comprende le province di Vicenza, Verona e Padova. La causa dell’inquinamento, attualmente al vaglio della magistratura con un’inchiesta, sembra sia dovuta alla presenza di fluoro-composti nelle acque di diversi comuni del Veneto, che avrebbero come fonte la ditta chimica Miteni di Trissino, comune in provincia di Vicenza, che produce proprio Pfas.

Il presidente dell’Associazione Medici per l’Ambiente della provincia di Vicenza Vincenzo Cordiano al proposito ha dichiarato: “I risultati del monitoraggio dei pfas nella catena alimentare veneta confermano il sospetto che avevamo da tempo, cioè che anche gli alimenti di consumo quotidiano, oltre all’acqua potabile, sono contaminati. Soprattutto il pfos che, è noto, è stato bandito dal commercio nei primi anni 2002 a causa della sua pericolosità. La sua persistenza, a distanza di tanto tempo, significa che oramai le falde, i suoli e la catena alimentare sono state contaminate in modo forse irreversibile”.

L’assessore alla sanità della regione Veneto Lucio Coletto ha spiegato cosa succederà adesso: “I campionamenti sono già stati tutti inviati all’Istituto Superiore di Sanità, con il quale collaboriamo sin dall’inizio della vicenda, per avere e concordare una valutazione di rischio e le eventuali contromosse da prendere”.