Sono parole di fuoco quelle proferite da Luca Zaia, governatore della regione Veneto, in merito alle Pfas, le sostanze perfluoro alchiliche usate per impermeabilizzare vestiti, utensili e tessuti.

Sostanze che possono essere considerate pericolose per la salute, e contro le quali servono limitazioni decise e severe, ha affermato il politico della Lega Nord, che al contempo ha denunciato l’ignavia del governo.

Il presidente Luca Zaia lunedì scorso ha infatti esclamato che “i ministeri italiani non vogliono emanare una legge nazionale sui limiti dell’inquinante, e allora in questa regione ci arrangeremo. In piena autonomia procederemo a una drastica riduzione dei limiti dei Pfas che possono essere presenti nelle acque delle rete idrica”.

Secondo l’entourage di Zaia si parla di limiti paragonabili a quelli in vigore in Svezia, piuttosto bassi. Una decisione potenzialmente rivoluzionaria in Italia, dove non è mai stato fatto nulla del genere.

La decisione arriva dopo il parere contrario del Ministero della Salute rispetto alla richiesta di una legge a carattere nazionale da parte dell’Ambiente. La motivazione? La regionalità dell’emergenza: “Il problema Pfas è concentrato solo nelle quattro province di Vicenza, Rovigo, Venezia e Padova”.

In Veneto il principale imputato è l’azienda Miteni di Trissino, dove la tensione è alta: gli operai hanno già effettuato uno sciopero di otto ore, dopo che sono stati già rivelati i primi risultati dei controlli clinici avviati a gennaio 2017.

Risultano infatti concentrazioni di Pfas elevate (da 70 fino a 300 nanogrammi per grammo) nel sangue di numerosi ragazzi di 15 anni. La soglia media rilevata da alcuni studi è invece di 2-3 nanogrammi a persona, per quanto non esistano ancora soglie ufficiali di pericolo.

Nel frattempo ai ragazzi con alti livelli di solfuro di carbonio e acido floridico è stata offerta la possibilità, alquanto sperimentale, di effettuare la pulizia del sangue.

Anche Greenpeace è intervenuta sulla questione, chiedendo che siano bloccate “tutte le fonti di inquinamento da Pfas” e che siano abbassati i livelli di sicurezza della sostanza nell’acqua, che in Veneto risultano essere tra i più alti al mondo.