Il New York Times si scaglia contro Venezia e la definisce “Disneyland da spiaggia” accusandola di essere la copia della copia realizzata a Los Angeles. Il giornale americano riserva un pezzo di prima pagina a Venezia raccontandola come una copia di sé stessa, un grande parco divertimento invaso da turisti e con pochi cittadini veneziani rimasti a vivere in laguna e scappati in terra ferma “si sono trasferiti fuori città, a Mestre”. I pochi veneziani rimasti in città “si tiene ben lontano da Piazza San Marco”, in 50 anni la cittadinanza si è ridotta di quasi 3/4.

Il NYT racconta le testimonianze dei veneziani rimasti in città che raccontano “Non possiamo comprare il prosciutto perché la salumeria non c’è più” ma ovunque si possono trovare souvenir e servizi per i turisti. In molti ormai paragonano l’antica Repubblica Marinara a un grande parco di divertimenti per adulti con i suoi 14 milioni di turisti che accoglie ogni anno.

I proprietari delle case ormai sfruttano il business ed è tutto un fiorire di B&B con la ‘migrazione’ dei residenti, che preferiscono affittare le case in centro. I turisti, denunciano molte pagine nate nei social, vivono Venezia come un grande parco divertimenti girando in costume per le calli, prendendo il sole nei campielli e facendo il bagno nei canali, che a Venezia sono le strade.

Il ministro Franceschini, qualche giorno fa, su Venezia ha dichiarato “La bellezza delle città italiane non è solo architettonica. La bellezza è anche data dai luoghi, i negozi e le botteghe” e annuncia di voler salvare l’identità di Venezia combattendo il turismo “mangia e scappa” delle grandi navi da Crociera che ancora passano davanti a San Marco in “uno spettacolo inaccettabile”.