Una professoressa di inglese del liceo Marco Polo di Venezia è finita nell’occhio del ciclone per la pubblicazione di una serie di messaggi razzisti sulla propria pagina Facebook.

La donna era solita scrivere frasi agghiaccianti sui profughi che arrivano con regolarità in Italia: “Bisogna ucciderli tutti”, “Speriamo che affoghino tutti… che non se ne salvi nessuno”, “Ah poi ho torto quando dico che bisogna eliminare i bambini dei mussulmani perché tanto sono tutti delinquenti”, “Bruciateli vivi”,  “Mi dispiace sentire che qualche profugo si salva”.

Ad accorgersi delle esternazioni fatte sul proprio spazio virtuale, ora oscurato, sono stati gli stessi studenti della professoressa, che hanno anche evidenziato la presenza di foto e inni dedicati a Benito Mussolini e in generale messaggi di stampo fascista, cui si aggiungevano insulti a Matteo Renzi e alla moglie, al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e a Laura Boldrini.

I deputati di Sinistra Italiana Giulio Marcon e Celeste Costantino hanno raccolto la testimonianza, sotto anonimato, dei ragazzi, i quali hanno raccontato che le medesime frasi venivano pronunciate anche durante le lezioni, per quanto la dirigenza scolastica si sia affrettata a smentire di essere a conoscenza del comportamento improprio della professoressa, che definiva l’arrivo dei profughi “la peste del terzo millennio, con la differenza che la malattia è stata sconfitta mentre questa ce la terremo ad infinitum”.

Marcon e Costantino, che in un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione hanno chiesto un’ispezione interna al liceo Marco Polo di Venezia, nella loro requisitoria hanno affermato l’importanza di non lasciare gli studenti sotto l’influenza della donna: “Al di là del disgustoso linguaggio di stampo razzista, violento e apertamente fascista, che di per sé meriterebbe una sanzione adeguata e probabilmente un intervento della magistratura per l’aperto incitamento all’uccisione, allo sterminio e alla pulizia etnica, ci preme mettere al riparo i più giovani dalle eventuali ricadute che una simile gretta e infame predicazione di odio e xenofobia può avere sui percorsi formativi”.