Familiari rassegnati, che continuano le ricerche in mare anche se ormai sembrano esserci sempre più certezze riguardo l’aereo scomparso a Los Roques: è stato un incidente, si cercano i corpi di Vittorio Missoni (foto by InfoPhoto) e la moglie.

Dal 4 gennaio, giorno in cui l’aereo scomparve nel nulla, ad oggi, sono state fatte mille congetture su quanto accaduto al velivolo sui cieli del Venezuela. Al momento l’unica certezza è che i corpi dei quattro italiani a bordo ancora risultano dispersi: “Siamo abbastanza certi di dove l’aereo può essere caduto e dunque bisogna cercarlo lì -ha affermato Luca Missoni, fratello di Ottavio, a Studio Aperto- Le ricerche di superficie hanno avuto la loro fase, ora bisogna fare quelle in profondità. Di ipotesi ce ne sono tante, tecnicamente è possibile che l’aereo sia andato giù in 40 secondi. Di sicuro non è più in aria. Ognuno trae le sue conclusioni, io ho il compito di seguire questo lato della ricerca, che prevede che l’aereo sia in mare”.

Il governo del Venezuela porterà avanti le ricerche anche nei prossimi giorni, come dichiarato dal ministro dell’Interno, Nestor Reverol: “Da nove giorni abbiamo dispiegato nelle aree delle ricerche 425 persone, tra i quali 29 sommozzatori, così come dieci aerei e sei navi – ha detto – abbiamo realizzato 70 ore di volo e più di 358 di ricerche via mare, percorrendo una superficie pari a 19 mila miglia quadrate”. Anche Luca Missoni ha confermato l’impegno delle autorità venezuelane: “È un lavoro lungo, metodico, ma bisogna farlo”. Per riportare Vittorio Missoni e i suoi compagni di viaggio in Italia. E ridare alle rispettive famiglie una speranza in più.