Il mistero resta ma cominciano a chiarirsi i contorni della scomparsa del bimotore sparito il 4 gennaio scorso a pochi chilometri dall’arcipelago di Los Roques in Venezuela, con a bordo 4 italiani, tra cui lo stilista Vittorio Missoni e la moglie. Nessun dirottamento ad opera di narcotrafficanti né una tempesta improvvisa di fulmini. L’aereo sarebbe precipitato, come ha testimoniato un pescatore al Tg1, raccontando di avere visto l’aereo “andare lungo, si sarebbe mangiato la pista” e poi di averlo visto”scendere giù in picchiata verso il mare”.

Dunque, un guasto o un malore potrebbero essere all’origine dell’incidente che avrebbe fatto perdere le tracce dell’Islander. La testimonianza del pescatore, se confermata, potrebbe aiutare gli inquirenti nelle ricerche del mezzo scomparso, alle quali partecipa ora anche un gruppo di esperti italiani della Protezione Civile. Ricerche che continuano ad allargarsi e che ora si starebbero estendendo anche nella zona delle acque meno profonde e sulla terraferma. Oltre 500, ormai, i ricercatori coinvolti.

La famiglia continua a sperare. Dopo l’appello della sorella, parla anche il fratello di Vittorio Missoni: “dobbiamo avere fiducia”. Mentre Ottavio junior, figlio del manager della casa di moda fondata dal padre, continua a lanciare appelli su Twitter, chiedendo aiuto e segnalazioni per trovare una traccia del velivolo su cui si trovavano i suoi genitori. Intanto il noto marchio ha confermato la sua presenza alla Fashion Week di Milano, in programma dal 20 al 26 febbraio prossimi.