Il governo del Venezuela ha deciso di prendere una decisione drastica: per far fronte alla crisi energetica che il Paese sta attraversando la settimana lavorativa dei dipendenti statali sarà ridotta a due giorni soltanto. I lavoratori del pubblico impiego, in Venezuela, lavoreranno dunque soltanto il lunedì e il martedì mentre negli altri giorni resteranno a casa. A quanto pare il governo ha preferito in parte rallentare le attività amministrative piuttosto che rischiare un black out energetico nel Paese.

La crisi energetica che sta affrontando il Venezuela sembra essere stata provocata soprattutto dalla lunga siccità che ha causato il Niño e che ha condotto il Paese verso una carenza di energia idroelettrica davvero preoccupante. Il Niño ha infatti messo ko la principale centrale idroelettrica del Venezuela, quella presente nella Diga di Guri, che occupandosi di fornire circa il 70 per cento di energia in tutto il Paese e non funzionando a pieno regime, ha messo in ginocchio lo Stato sudamericano.

Il governo venezuelano, guidato dal Presidente Maduro, ha preso la decisione di tagliare la settimana lavorativa a due giorni soltanto dopo aver in precedenza già optato per la settimana corta (ossia giorni lavorativi da lunedì a giovedì). Evidentemente questa misura non era più in grado di fronteggiare l’emergenza e il governo ha preferito intervenire di nuovo. Oltre ad aver portato la settimana lavorativa dei dipendenti pubblici a due giorni, il Venezuela ha proceduto anche a spostare di mezz’ora in avanti l’orario nazionale, in modo che la domanda di energia elettrica possa essere maggiormente contenuta.