Il Venezuela è sull’orlo di una crisi della democrazia: il presidente Nicolas Maduro fa arrestare i leader dell’opposizione Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma dal Sebin, il servizio segreto venezuelano. I due leader che guidavano l’opposizione sono stati prelevati dalle loro abitazioni con un ordine di cattura firmato dal presidente stesso all’indomani delle elezioni, contestatissime, della Costituente.

La moglie di Lopez ai media locali racconta “Lo hanno preso a casa, ora non sappiamo nemmeno dov’è” mentre l’arresto di Ledzema è stato ripreso e il video sta circolando su twitter. Maduro aveva annunciato l’uso del pugno di ferro contro i contestatori alla sua elezione ma nessuno avrebbe immaginato una situazione come questa che porta alla mente solo una nuova dittatura.

Lopez, in un video, chiedeva alla comunità internazionale di non riconoscere il voto di domenica e di denunciare la “brutale repressione della protesta”. L’appello è stato accolto immediatamente dagli USA con Donald Trump che ha imposto delle sanzioni contro Maduro e anche Colombia e Perù hanno dichiarato di non riconoscere l’elezione venezuelana.  Il resto della comunità internazionale al momento pare stia a guardare ma quando in una democrazia si colpiscono i leader dell’opposizione questa cessa e si scivola verso la dittatura.

Matteo Renzi su Facebook commenta la situazione del Venezuela in un post dove dice: “Ciò che sta accadendo in Venezuela continua a essere ignorato da larga parte della comunità internazionale. Un popolo che muore di violenza e di fame non può essere abbandonato. Le immagini di un giovane violinista, di una mamma in coda a cercare cibo per suo figlio, di ragazzi che chiedono libertà e benessere devono continuare a scuotere le coscienze in tutto il mondo. Il regime di Caracas, che qualcuno anche in Italia considerava un modello, sta distruggendo la libertà e il benessere di un popolo bello e fiero. Non giriamoci dall’altra parte. Almeno non anche noi”.