Venezuela sempre più verso la tirannia: Maduro ferma con le pallottole la rivolta di un gruppo di militari che denunciavano il golpe, tre i morti e tantissimi feriti sia tra i militari che tra i civili scesi in strada a sostegno del gruppo di militari antagonisti del leader. Maduro commenta l’attacco dicendo che “oggi ha vinto con pallottole”, ricordando la vittoria invece “con i voti” alle elezioni per l’Assemblea Costituente. Il gruppo di militari avevano avuto un tentativo di rivolta che è stato fermato dalle forze filogovernative, i militari avevano annunciato in un video via twitter: “Non è un colpo di Stato, ma un’azione civica e militare per ristabilire l’ordine costituzionale, per salvare il Paese dalla distruzione totale”. Maduro in tv ha commentato: “dieci aggressori, due sono stati abbattuti dal fuoco leale alla patria, uno è ferito.(…) Solo uno degli attaccanti è un militare, un tenente disertore, da qualche mese. E’ stato catturato e “collabora attivamente”.”

Venezuela, ucciso dirigente oppositore di Maduro

In serata, poche ore dopo l’attacco ai militari, sempre a Valencia, nello stato di Carabobo, Ramon Rivas, un dirigente di 51 anni del partito di opposizione “Avanzada Progresista“, è stato ucciso dalla polizia “chavista” durante una manifestazione antigovernativa.

A fonda notte un nuovo messaggio di Maduro annuncia tolleranza zero contro chi si oppone ai risultati delle elezioni: “Chiedo la massima pena per tutti gli autori del complotto di questo atto terroristico, non avranno alcun benefici. Civili o disertori. Il processo è già aperto”.

Resta altissima la tensione in Venezuela e la comunità internazionale dovrà adottare tutte le misure per salvaguardare la democrazia che, oggi lì, latita.