Donald Trump, dopo aver minacciato la Corea del Nord nei giorni scorsi, dichiara che non esclude un’operazione militare in Venezuela contro la tirannia di Maduro. La dichiarazione arriva in un incontro con la stampa nel New Jersey dove dichiara: “Abbiamo molte opzioni per il Venezuela. E’ nostro vicino. Abbiamo truppe in tutto il mondo, in luoghi molto, molto lontani. Il Venezuela non è molto lontano e la gente sta soffrendo e morendo. Abbiamo molte opzioni per il Venezuela, ivi compresa una possibile opzione militare se è necessaria”.

La linea dura di Trump ha respinto anche una telefonata che Maduro voleva fare al presidente degli Stati Uniti rispondendo che non parlerà con lui fino a quando “la democrazia non sarà stata restaurata” a Caracas. Trump per la questione Venezuelana si è riunito anche con il segretario di stato Rex Tillerson e dell’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley.

Nel comunicato stampa diramato dalla Casa Bianca si legge che: “Gli Stati Uniti sono al fianco del popolo del Venezuela di fronte alla continua oppressione del regime di Maduro. Il presidente Trump sarà lieto di parlare con il leader del Venezuela non appena la democrazia sarà stata restaurata in quel Paese”.

La risposta della Costituente in Venezuela non è tardata ad arrivare così Vladimir Padrino Lopez, Ministro della Difesa nel governo Maduro, ha definito la minaccia di Trump “un atto di follia” mentre il ministro della Comunicazione ha twittato: “Quella di Trump è la più grave e insolente minaccia mai proferita contro la Patria di Bolivar”.

Il Perù intanto ha deciso di espellere l’ambasciatore di Caracas nel loro paese e il Venezuela ha fatto lo stesso con quello di Lima.