Anche il Vaticano fa sentire la propria voce in merito alla crisi e al rischio di guerra civile che circonda il Venezuela.

Una nota della Segreteria di Stato da poco pubblicata chiede che “venga assicurato il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché della vigente Costituzione” e a questo proposito si auspica che “si sospendano le iniziative in corso come la nuova Costituente che, anziché favorire la riconciliazione e la pace, fomentano un clima di tensione e di scontro e ipotecano il futuro; si creino le condizioni per una soluzione negoziata”.

A preoccupare la Santa Sede sono “l’aumento dei morti, dei feriti e dei detenuti”, nonché “le gravi sofferenze del popolo per le difficoltà a procurarsi il cibo e le medicine, e per la mancanza di sicurezza”.

E per pacificare gli animi Papa Francesco ha chiesto in prima persona che si posino le armi, da entrambe le parti della barricata: “La Santa Sede rivolge, infine, un accorato appello all’intera società affinché venga scongiurata ogni forma di violenza, invitando, in particolare, le Forze di sicurezza ad astenersi dall’uso eccessivo e sproporzionato della forza“.

Anche il presidente Emmanuel Macron si è accodato alle parole del Papa e in particolar modo si è interessato alla questione dell’arresto dei leader dell’opposizione Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma, reputato “un nuovo segnale molto negativo“.

Infine qualcosa si muove anche dal punto di vista istituzionale in Venezuela, dato che Procura Generale locale ha chiesto a un tribunale di Caracas di annullare l’insediamento dell’Assemblea Costituente voluta dal governo: la motivazione addotta per inoltrare la richiesta cita presunti “crimini durante il processo elettorale per l’Assemblea Nazionale Costituente“.