Il Partito Democratico in queste ore si trova diviso non solo sulla questione del referendum sulle trivellazioni in mare, ma anche sul caso Denis Verdini. Il politico del gruppo parlamentarre Ala (Alleanza Liberalpopolare-Autonomie) è stato condannato in primo grado a 2 anni di reclusione con l’accusa di corruzione riguardante il caso dell’appalto per la ristrutturazione della Scuola dei Marescialli della Guardia di Finanza di Firenze.

Una sentenza che ha creato parecchi malumori all’interno del Pd, visto che nelle scorse settimane Verdini aveva appoggiato la maggioranza, votando la fiducia al governo Renzi riguardo al disegno di legge sulle unioni civili, il tanto discusso Ddl Cirinnà.

Alla domanda del referendum del 17 aprile, trivelle sì o trivelle no, nel Pd se ne aggiunge quindi un’altra: Verdini sì o Verdini no? Il senatore della minoranza del Partito Democratico Federico Fornaro non ha dubbi: “Senza mai abdicare al principio garantista che si è condannati definitivamente solo dopo l’ultimo grado di giudizio, la sentenza di oggi contro il leader di Ala Verdini dimostra, però, che in questi mesi non abbiamo strumentalmente evocato fantasmi, ma, invece, giustamente evidenziato i rischi connessi a questo asse preferenziale. Una maggiore prudenza nei rapporti politici con Verdini e il suo gruppo sarebbe stata certamente apprezzata dal nostro elettorato e dai nostri militanti”.

La replica ai malumori della minoranza, arriva dalla maggioranza del Pd tramite le parole di Ettore Rosato: “Noi non governiamo con Verdini. Poi le vicende giudiziarie sono tutt’altra cosa”. Rosato ribadisce inoltre che: “Per il Pd, e Verdini non c’entra nulla, vale il codice etico del partito”.

Il responsabile Giustizia del Partito Democratico David Ermini sulla questione ha invece dichiarato: “Nessun favoritismo, nessuno sconto. Se Verdini sarà condannato in via definitiva pagherà come tutti, come è giusto. E nel caso si applicherà anche a lui la Severino. Noi stiamo dalla parte della Costituzione, della legge, della Giustizia. Con tutti. Al momento ci sono solo due leader condannati con sentenza passata in giudicato: Silvio Berlusconi e Beppe Grillo. Noi no”.

Sulla vicenda Verdini non sono mancate inoltre le frecciate tirate dal Movimento 5 Stelle. I parlamentari grillini con una nota fanno sapere: “Da oggi Renzi governa ufficialmente con il sostegno di un condannato per corruzione. Non solo ci governa, ma insieme hanno riscritto la nostra Costituzione: è bene che gli italiani, in occasione del referendum sulle riforme costituzionali, si ricordino chi sono i Padri costituenti e tengano bene a mente questa condanna. Questa volta solo per un soffio Verdini si è salvato dalla decadenza da parlamentare, prevista dalla legge Severino per le condanne superiori a due anni. Ma i processi a suo carico sono ancora tanti”.