Veronica Panarello, in carcere per l’omicidio del figlio Loris, è stata dichiarata capace d’intendere e di volere. A sostenerlo è la perizia psichiatrica disposta dal Tribunale di Ragusa. I periti in una relazione di 105 pagine documentano i risultati dei test psicodiagnostici a cui è stata sottoposta Veronica Panarello e l’esito dei 7 colloqui clinici.

Gli esperti non hanno rilevato disturbi mentali degni di nota, sostenendo che la Panarello è perfettamente in grado di sostenere un processo. Dai test sono emersi tratti di personalità disarmonici, ma non sono stati diagnosticati disordini mentali acuti.

Secondo i periti quando ha commesso l’omicidio di Loris Veronica Panarello non era in preda a uno scompenso psicotico acuto transitorio. La lucidità della donna è stata dimostrata anche dal tentativo di manipolare i test a suo vantaggio per far emergere un quadro più positivo di se stessa.

In diversi casi la Panarello ha cercato di distogliere l’attenzione dei periti dal caso, con commenti ritenuti fuori luogo dagli esperti e passando in più occasioni dall’euforia allo sconforto. La donna ha fatto commenti sull’abbigliamento dei periti, invitandoli a darle del tu ed esprimendosi spesso in dialetto. La Panarello ha riferito di aver assunto Valium e ha parlato della gelosia che nutre la sorella nei suoi confronti e di un furto di arance.

Periti: Panarello egocentrica e narcisista

In un colloquio ha affermato che il marito sarebbe venuto a prenderla in carcere. La donna nel corso della sua reclusione ha inviato diverse lettere a giornalisti e persino al Presidente della Repubblica per cercare di dimostrare la sua innocenza. I periti ravvisano tendenze narcisiste nel suo comportamento:

Tratti istrionici alimentati da un nucleo narcisistico che orienta una lettura soggettiva di fatti e giudizi sulle persone fondamentalmente egocentrica e autocentrata.

La perizia psichiatrica smentisce la diagnosi effettuata nell’agosto del 2004 dagli psichiatri dell’ospedale di Ragusa. Secondo i medici la donna soffrirebbe di disturbo borderline di personalità. L’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto aveva diagnosticato un disturbo di personalità NAS, ritenendo superfluo il ricovero per via di assenza di disturbi psicotici. La donna in carcere alterna momenti di allegria e spensieratezza a crisi di ansia e pianto.