Il Gup Andrea Reale ha rigettato l’istanza di ammissione ai domiciliari avanzata dall’avvocato Francesco Villardita per la sua assistita, Veronica Panarello. Il difensore della madre del piccolo Lorys aveva chiesto, infatti, gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico poiché non sussisteva più, a suo dire, né il pericolo di fuga né quello di reiterazione del reato né di inquinamento delle prove. Tesi che non ha condiviso né il pubblico ministero né il giudice che ha immediatamente rigettato l’istanza del difensore.

Veronica Panarello resta in carcere

Una richiesta, quella di ammissione ai domiciliari, che l’avvocato Francesco Villardita aveva avanzato anche qualche settimana fa: la sua prima istanza, però, venne rigettata per mancata notifica agli avvocati delle parti civili, dunque a Daniele Scrofani (avvocato di Davide Stival) e a Francesco Biazzo (avvocato di Andrea Stival). La madre del piccolo Lorys avrebbe voluto scontare i 30 anni di reclusione nell’abitazione del padre, l’unico che continua ad andarla a trovare in carcere, l’unico che le è sempre stato vicino in tutti questi mesi.

Veronica Panarello condannata per l’omicidio del figlio

Veronica Panarello – lo ricordiamo – è accusata di omicidio volontario e occultamento di cadavere: è state lei, secondo il Gup Reale, a strangolare il figlio Lorys disfacendosi, poi, del suo cadavere in un canalone a Santa Croce Camerina, nel Ragusano.