Il mini vertice che si è tenuto a Versailles tra i leader delle quattro nazioni più popolose dell’Unione Europea ha gettato le basi per una comunione d’intenti, ovvero quella di proporre un’Europa a più velocità. È questo quanto emerso dall’incontro tra il nostro Paolo Gentiloni, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente del Consiglio spagnolo Mariano Rajoy, e il presidente francese François Hollande a fare gli onori di casa.

Nel corso della conferenza stampa che hanno tenuto al termine del vertice di Versailles, i quattro hanno espresso concetti simili. François Hollande ha messo in evidenza come serva “un’Europa a più velocità” e sottolineando che “unità non significa uniformità”, mentre Paolo Gentiloni ha parlato di “diversi livelli di integrazione” e Angela Merkel di “cooperazioni differenziate”.

A pochi giorni dalle celebrazioni per i Trattati di Roma che avverranno il prossimo 25 marzo, Gentiloni ha affermato: “Il 25 marzo l’Unione riprende il suo cammino con una bussola chiara: i bisogni, gli interessi, i sentimenti dei popoli europei. L’Unione riparte dal popolo europeo. L’Italia è per un’Unione europea più integrata, ma che possa consentire più livelli di integrazione. È giusto e normale, mantenendo un progetto comune che avrà le sue basi sulla dichiarazione di Roma”.

A proposito dei migranti, al termine del vertice di Versailles il nostro presidente del Consiglio ha detto: “L’Europa non rinuncia alla libera circolazione delle persone, difende le proprie frontiere esterne e affronta in comune la sfida dell’immigrazione. Non credo ai seminatori di illusioni, non credo che quello delle migrazioni possa essere un fenomeno transitorio, il problema è la regolazione e può essere fatta solo insieme, non dai singoli Paesi”.

Durante la conferenza di fine vertice di Versailles, Hollande ha invece dichiarato: “Non possiamo solo celebrare i Trattati di Roma ma affermare insieme l’impegno per costruire il futuro. Francia, Germania, Italia e Spagna hanno la responsabilità di tracciare il cammino, non per imporlo agli altri, ma per dare impulsi agli altri Paesi. Siamo convinti che non verrà trovata nessuna soluzione se lo spirito di chiusura prevarrà. Unità non vuol dire uniformità”.

Angela Merkel ha lanciato un allarme: “Se ci fermiamo, tutto quello che abbiamo costruito potrebbe crollare“. L’Ue “non è astratta ma è costituita da cittadini per cui ha sempre due medaglie: il benessere nazionale e quello europeo. dobbiamo avere il coraggio di accettare che alcuni dei 27 Paesi possano andare avanti più rapidamente di altri e che ci siano cooperazioni differenziate. Dobbiamo andare avanti, serve un’Ue più coerente e più forte e che sia protagonista solida di fronte ad altri protagonisti della globalizzazione”.

Di parere simile anche lo spagnolo Rajoy nel suo intervento al termine del vertice di Versailles: “L’Ue è una storia di successo, nonostante quello che dicono i suoi detrattori. Sono stati 60 anni di pace e di democrazia. È la prima economia mondiale, una potenza culturale e turistica e anche in termini di servizi alle persone. Per questo dobbiamo difenderla e stare uniti”.