Nuove sanzioni in arrivo per la Russia per la guerra civile che continua a seminare violenza e morte in Ucraina. Il vertice della Nato in Galles ha infatti approvato il nuovo piano di risposta dell’Alleanza (Rap) che include le spearhead, una forza di intervento immediato che avrà cinque basi-deposito nei paesi baltici, Polonia e Romania. Una forza che sarà “molto reattiva”, forte di 4 mila soldati, e ”avrà una presenza continua nell’est europeo” ha annunciato il segretario Anders Fogh Rasmussen. L’Ucraina è stato l’oggetto principale di un vertice atlantico in cui i nuovi partner orientali hanno espresso tutta la loro preoccupazione per il Cremlino che vola spazio geopolitico che apparteneva sull’Unione Sovietica.

Per mettere freno alle mire espansionistiche, è arrivata anche una lettera congiunta dei presidenti del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e della Commissione Josè Manuel Barroso. Il testo annuncia l’accordo tra gli ambasciatori dei 28 paesi membri dell’Ue per l’adozione di nuove misure economiche contro Mosca che saranno adottate formalmente lunedì con una procedura scritta.

“Difenderemo ogni alleato in Europa. Questo e’ un obbligo vincolante, non negoziabile. Un attacco a un Paese Nato e un attacco a tutti i Paesi Nato” ha detto il presidente degli USA Barack Obama Gli fa eco Angela Merkel: “La Nato sta agli accordi presi con Mosca e al Memorandum di Budapest ma la Russia ne ha violato i principi in più punti, e dunque l’articolo 5, la disponibilità di essere pronti gli uni per gli altri, ha assunto maggior significato. Abbiamo deciso tutta una serie di misure, in modo che anche nella prassi possano essere messe in pratica, anche se noi contiamo sul fatto che auspicabilmente, non saranno necessarie”.

La tensione resta altissima anche se tutti i combattimenti sono sospesi nell’Ucraina orientale, in osservanza dell’accordo sul cessate il fuoco firmato a Minsk a partire dalle 18 di venerdì pomeriggio. L’annuncio sulla fine (temporanea?) delle ostilità arrivato sia da parte del governo di Kiev che dai ribelli filorussi ed è stato confermato da testimoni e giornalisti presenti in loco. Da Mosca non sono però mancate le critiche contro la Nato, che viene accusata di minare il dialogo con le decisioni assunte. La strada verso una soluzione politica della crisi sembra ancora lunga.

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