Resta ancora distante l’accordo tra i 28 capi di Stato e di governo della Ue sulle linee guida nelle politiche economiche e di bilancio per i prossimi cinque anni. Al vertice dell’Ue a Ypres, Angela Merkel ha concesso al centrosinistra di Matteo Renzi e di François Hollande una maggiore flessibilità nel consolidamento di bilancio in modo che Italia e Francia possano mettere in atto riforme per rilanciare crescita e occupazione senza però violare il patto di Stabilità, che resta un punto fermo per la cancelliera tedesca.

“Noi rispettiamo e rispetteremo i patti: non faremo come fece la Germania nel 2003″ avrebbe detto Renzi – secondo fonti europee – in un momento di tensione con la Merkel rispetto ad alcune ipotesi di misure sulla flessibilità come il cofinanziamento dei fondi Ue e il saldo dei debiti della Pa. “Se vogliamo bene all’Europa, dobbiamo darci una smossa e occuparci di più di crescita e occupazione” ha detto al suo arrivo il leader del Pd, che gode dell’appoggio del centrosinistra europeista e ha chiesto di “esplicitare in modo più chiaro” il tema di una maggiore flessibilità rispetto alla bozza consegnata e di concordare il “pacchetto complessivo” delle euronomine. Gli ha fatto eco Hollande: “E’ necessario che l’Europa dica cosa vuole, sia per le persone, che per le politiche da attuare”.

La candidatura unica del lussemburghese Jean-Claude Juncker del suo europartito Ppe pare essere ben avviata nonostante il secco no del premier britannico David Cameron. Juncker dovrebbe essere eletto il 16 luglio nell’Europarlamento di Strasburgo. I finlandese Jyrki Katainen (Affari economici della Commissione) e lo spagnolo Luis De Guindos (Eurogruppo) sono favoriti per i due posti strategici nel controllo e nell’approvazione dei bilanci nazionali mentre Renzi punta su Federica Mogherini, pronta a trasferirsi dalla Farnesina al comando degli Esteri dell’Ue. Sullo sfondo anche l’ipotesi di una candidatura di Enrico Letta per la presidenza del Consiglio europeo.

Nella seconda giornata del Consiglio europeo sono previste anche le sanzioni alla Russia per il caso Ucraina con l’Italia che spinge per un dialogo e una mediazione con il Cremlino. Il summit è iniziato con una celebrazione del centenario della Grande guerra: obiettivo ricordare l’indiscussa capacità del Vecchio Continente di allontanare il pericolo di guerre.