Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca insieme al capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio hanno presentato oggi un nuovo piano di sicurezza nel caso di un’eruzione del Vesuvio.

Un’emergenza del genere coinvolgerebbe circa 700mila abitanti della zona sparsi per 25 Comuni, e darebbe vita a un traffico di mezzi che si prevede constare di 500 bus e 220 treni al giorni, per un totale di 72 ore per completare l’intera evacuazione.

Dato che la zona dei Campi Flegrei è stata giudicata zona rossa ad alto rischio, anche i sette Comuni di quest’area verranno inseriti nel piano di evacuazione, con una modifica che verrà approvata entro poche settimane.

I 672mila cittadini della zona a rischio, stando al programma presentato presso palazzo Santa Lucia, verranno smistati in 19 regioni. L’allerta seguirà quattro livelli: base, attenzione, preallarme e allarme. Allo scattare dell’ultimo il trasferimento sarà obbligatorio e dovrà avvenire entro e non oltre le 72 ore.

De Luca ha dichiarato che il piano verrà ultimato entro la fine del mese, “quando tutti i 25 Comuni coinvolti avranno presentato i propri piani di protezione civile”, illustrando poi le varie fasi delle operazioni, gestite da entità differenti: “Il primo spostamento, a carico dei comuni, avverrà nelle zone cosiddette di attesa, cioè aree individuate per il primissimo spostamento. Dalle zone di attesa prevediamo di spostare i cittadini nelle zone di incontro, quelle gestite dalla regione che poi si fa carico di spostare i cittadini nelle regioni gemellate. Nei prossimi mesi, lavoreremo anche per completare la rete infrastrutturale e viaria a supporto del piano di evacuazione“.

Pur non essendoci un’emergenza alle porte, è importante l’opera di informazione – fa notare il presidente – che dovrà penetrare sin dalle scuole per poi raggiungere i vari strati della popolazione.

Curcio è entrato nel merito della riforma costituzionale, che dovrebbe privare le Regioni di alcune prerogative, per quanto non si tratti di questo caso: “La modifica del titolo V della Costituzione è il riposizionamento più che l’accentramento delle competenze, ma non è in discussione il tema della responsabilità dei territori. Ci si è resi conto che su alcune materie come quella della Protezione Civile c’è bisogno di una omogeneizzazione nazionale, ma la Protezione Civile è il territorio, il cittadino, la Regione.”