Sembra di rivivere l’epopea dell’800 americano, quando impazzava la corsa all’oro. Qui, però, ci troviamo in Italia e l’oro, più che del colore canonico tendente al giallo, ne ha uno blu ben preciso. Con un nome, altrettanto preciso: Viagra (foto by InfoPhoto). Una battaglia da 73 milioni di euro: è in scadenza il brevetto del farmaco più famoso e più ricco del mondo. E ora ci sono oltre dieci aziende pronte ad accaparrarsi il principio attivo dei record.

Il brevetto scade a giugno, quindi di tempo non è che ce ne sia molto. Nel 2011 il sildenafil, per giro d’affari, era soltanto al sesto posto tra i principi attivi di fascia C, ovvero quei medicinali che, per essere acquistati, hanno bisogno della prescrizione del medico e sono a carico dei pazienti. Ora l’apertura del mercato ai generici dovrebbe far abbassare il prezzo di oltre il 30%. Fare previsioni è difficile, ma da quando il Viagra è entrato in vendita in Italia (1997) ha avuto un’impennata di vendite incredibili, cambiando anche usi e costumi del popolo italico.

In base ad alcuni sondaggi fatti da aziende del settore, pare che si usi una pillola blu ogni sei secondi, con numeri che fanno eccitare (in tutti i sensi): a dicembre 2011 vendute 2 miliardi e mezzo di pillole con la Pfizer, l’azienda produttrice, che ha incassato circa 2 miliardi di dollari. Il 3 gennaio la Pfizer ha alzato il prezzo di vendita, visto che il suo monopolio sta per terminare.

I produttori sperano che i consumi aumentino con il calo dei costi. “Sono convinto che succederà – spiega Vincenzo Gentile, ordinario di urologia a Roma e primario all’Umberto I, a corriere.it – I pazienti sentono molto il prezzo, soprattutto in questo periodo di crisi. Non credo che con la caduta del brevetto ci si rivolgerà ai prodotti concorrenti. E poi il Cialis e il Viagra sono diversi. Il primo resta nel sangue più a lungo, fino a 18 ore, il secondo, come il Levitra ha una “emivita” di 7 o 8 ore”. Sarà sempre necessaria la ricetta del medico, visto che comunque i problemi andrologici sono all’ordine del giorno. In tutto questo, è iniziata la corsa all’oro blu: e c’è da scommetterci che la guerra è appena all’inizio.