Come promesso, ecco a voi la collezione Vic Matié autunno inverno 2013/14.

Raccontarla significa parlarvi del concetto olistico secondo cui varie parti si uniscono tra loro per creare un’entità nuova, riconducibile  all’essenza delle parti stesse ma capace anche di trascenderne.

Ogni creazione firmata Vic Matié nasce allora dalla fusione di materie e forme affini, ma anche contrari.

Ritroviamo così tacchi a spillo accostati a suole in cuoio grezzo con fondo a carrarmato. E ancora, tacchi in plexi  la cui trasparenza si scontra con forme sfilate.

Abbiamo biker grintosi, ma anche stivali in pelle stretch che seguono sinuosi la gamba.

Contrasti nei materiali, tra vitelli lavati e pelli plissettate che cedono il passo al raffinato cavallino, ma anche nelle nuances, tra l’altero nero e l’algido ghiaccio che sfilano tra note di blu, grigio fango e verde scuro.

Una collezione eclettica, innovativa e sorprendente, capace di rendere nella pratica l’elevato concetto teorico che si vuole portare in scena.

Non è la prima volta che una maison propone qualcosa che vada al di là del già visto, affacciandosi a idee astratte e mettendosi alla prova su campi audaci.

E se c’è chi si cimenta con la sezione aurea e l’alchimia, c’è chi si mette alla prova con il concetto olistico. Come Vic Matié.

Esame superato? A vedere le creazioni presentate al Coro delle Monache di San Paolo Converso sembra proprio di sì. E a pieni voti, verrebbe da aggiungere.