29 giugno 2011, il capannone di uno stabilimento di Segrate, in provincia di Milano: durante la sua ronda un vigilante sparò ai ladri che sorprese a rubare del rame, dopo aver chiesto di fermarsi.

Ieri è arrivata la sentenza da parte del tribunale del capoluogo lombarda. L’uomo è stato riconosciuto colpevole di tentato omicidio, per quanto siano state accolte le attenuanti generiche del caso, e dovrà dunque scontare quattro anni e otto mesi di reclusione in carcere.

L’esame balistico ha infatti parzialmente smentito quanto affermato 4 anni fa dalla guardia armata: il primo colpo esploso dalla sua pistola è stato infatti ritrovato nello stipite di una porta (e dunque non è stato sparato in aria), mentre il successivo ha colpito al torace uno dei ladri che stava tentanto la fuga in un cunicolo, ferendolo in modo grave. Entrambi i colpi sono stati dunque sparati ad altezza uomo.

La decima sezione penale del Tribunale di Milano ha dunque accolto le richieste del pm Eugenio Fusco, riconoscendo la tesi del tentato omicidio con dolo diretto. Esclusa l’ipotesi della legittima difesa avanzata dai legali del vigilante, in quanto non ci sarebbe stata nessuna situazione di pericolo per l’uomo, in quanto al momento dei colpi i ladri erano in fuga e disarmati.

Scartata anche la possibilità dell’eccesso colposo in legittima difesa a causa della pericolosità dell’arma e la distanza ravvicinata da cui è partito lo sparo. Il vigilante aveva però sostenuto di aver udito un rumore (in realtà proveniente da una botola) presumendo potesse trattarsi di uno sparo. In aula è apparso anche il fratello della guardia, con cui era solito andare al poligono di tiro, che ha testimoniato della mira non eccellente dell’accusato. Tuttavia il colpo aveva centrato il torace del ladro, costringendo i medici a operare d’urgenza per contrastare un’infezione polmonare.

Il caso ricorda da vicino la più recente morte di un 22enne albanese, ucciso da un pensionato di 64 anni, Francesco Sicignano, dopo essersi introdotto furtivamente nella sua abitazione. Le indagini dei pm in questo caso stanno procedendo seguendo la pista del reato di omicidio volontario, ma in questo ore stanno facendo discutere le parole dell’anziano uomo pronunciate in televisione.