Sta per cominciare il processo a carico di Orazio Di Grazia, difeso dagli avvocati Ignazio Danzuso e Mario Cardillo, accusato di aver aggredito il vigile urbano di Catania, Luigi Licari, il 2 settembre scorso. La sua “colpa”? Aver vietato l’accesso a un ciclomotore nell’isola pedonale di via del Rotolo. Per questa ragione è stato picchiato e ridotto in fin di vita: ora sta meglio grazie alle cure dei sanitari e di una lunga riabilitazione a Cefalù. Intanto il Comune di Catania ha fatto sapere di volersi costituire parte civile al processo: la prima udienza è stata fissata per il 12 aprile dinanzi alla terza sezione penale del Tribunale di Catania. L’imputato è accusato di lesioni gravissime con l’aggravante dei motivi abbietti e futili e per aver agito contro un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni.

“L’ispettore capo Licari ha bisogno di essere sostenuto: non ha uno stipendio alto. Da quando è stato aggredito non è più in ufficio e perde circa 400 euro al mese delle indennità legate al servizio. Se a questo aggiungiamo i costi delle cure e della riabilitazione, ci rendiamo conto che la situazione di questa famiglia è drammatica. Così abbiamo pensato di chiedere l’intervento del Fondo previdenza e assistenza” ha dichiarato il sindaco di Catania Enzo Bianco che, in una riunione di Giunta di alcune settimane fa, aveva invitato il consiglio di amministrazione del Fondo, presieduto dal comandante della Polizia municipale Stefano Sorbino, a fare il massimo per sostenere, dal punto di vista economico, l’ispettore.

Il regolamento del Fondo prevede la possibilità di versare un contributo straordinario fino al 3% di una somma annuale “che si aggira intorno ai 250mila euro per il personale della Polizia municipale in difficoltà”. Nel caso specifico, la somma destinata a Licari sarà di circa 7500 euro. A questa si aggiungeranno 1.510 euro di alcuni membri del consiglio comunale di Catania i quali “hanno deciso di devolvere l’equivalente di un gettone di presenza a favore del dipendente della Polizia municipale” brutalmente aggredito.