Non ci sono buone notizie per il vigile urbano aggredito a Catania per non aver consentito l’ingresso di un ragazzo a bordo di uno scooter in una via chiusa al traffico nel weekend. Il branco – forse una decina di persone – lo avrebbe pestato a sangue fino a ridurlo in fin di vita: un colpo di casco alle spalle e poi le botte. Questa la prima ricostruzione anche se le indagini proseguono serrate: è già stato fermato un 22enne, accusato dell’aggressione ai danni dell’ispettore Luigi Licari, adesso ricoverato all’ospedale Cannizzaro, in gravi condizioni. Nei prossimi giorni si avranno maggiori notizie sul suo stato di salute.

Sabato pomeriggio, a Catania, si terrà una fiaccolata per dire no all’omertà e all’inciviltà. Il vigile, infatti, è stato aggredito alla presenza di decine di persone: è possibile che nessuno abbia visto niente? È possibile che nessuno sia in possesso di un filmato che mostri i volti degli aggressori? Come mai nessuno collabora con gli inquirenti? Intanto la famiglia del vigile urbano aggredito si è riversata in ospedale: “Se oggi sono quello che sono lo devo alla mia famiglia e soprattutto a te, campione, perché dire che sei un padre straordinario e sempre presente non basta” ha scritto il figlio Cosimo su Facebook. “Non ho mai avuto l’angoscia e la tristezza che ti spaccano il cuore in mille pezzi come adesso” ha aggiunto.

“Potrei vomitare tutto il mio disprezzo per tutti coloro che hanno reso la mia città una giungla invivibile nella quale mio zio aveva paura di svolgere il suo lavoro” ha scritto, invece, la nipote del vigile Lietta Licari. “Voglio unirmi alle preghiere e alle speranze dei miei familiari affinché quell’uomo meraviglioso che è mio zio possa svegliarsi e riprendersi al meglio” ha concluso.