La vicenda dell’83,5% dei vigili di Roma che non hanno lavorato per malattia o donazione sangue nella notte di Capodanno è solo la punta dell’iceberg. C’è da aggiungere il caso dei 200 netturbini di Napoli “malati” a San Silvestro, ma non solo. Matteo Renzi, parlando con i suoi collaboratori, avrebbe fatto riferimento al fatto che tra il 2011 ed il 2013, il numero complessivo dei certificati di malattia nel pubblico sarebbe cresciuto del 27% – mentre sarebbe rimasto quasi invariato nel privato.

Per cercare di rovesciare la situazione l’intenzione sarebbe quella di affidare all’Inps il controllo dei certificati anche nel pubblico – oggi se ne occupano le Asl. Il passaggio dovrebbe permettere anche di risparmiare, visto che l’Inps controlla un numero di certificati doppi per 25 milioni – mentre le Asl costerebbero molto di più: 70 milioni di euro. In questo modo il governo Renzi conterebbe di risparmiarne una sessantina.

Accanto a questo passaggio si vorrebbero creare delle Commissioni ad hoc – di cui dovrebbero dotarsi ogni singola amministrazione – che dovrebbero decidere sul licenziamento evitando possibili abusi da parte di singoli dirigenti. Questa creazione dovrebbe legarsi a sua volta al potenziamento delle norme già previste dalla legge Brunetta, con l’obiettivo di rendere più facile il licenziamento per scarso rendimento.

Il problema più generale è che lo scarso rendimento dovrebbe essere affrontato nella partita più generale della produttività per il pubblico impiego. Cosa che non è stata ancora avviata perché le buste paga degli statali sono ferme da anni e lo saranno ancora nell’anno appena iniziato, perché i contratti non sono stati rinnovati da oltre un lustro.

Secondo il responsabile economico del Partito Democratico Filippo Taddei l’obiettivo generale del governo è quello di “facilitare la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione senza prevedere licenziamenti“. Questo ovviamente non comprende i “casi in cui sono stati riammessi al lavoro dipendenti che avevano compiuto reati: ciò non dovrà più essere possibile. Dovrà essere garantita la sanzione, come il riconoscimento del merito“.

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