Come definirlo? Un’ecatombe, una pioggia di certificati medici, una diserzione di massa… L’83,5% degli agenti di polizia municipale si è dato malato il giorno di San Silvestro. La reazione a parole è stata immediata: il garante per gli scioperi intende aprire un procedimento su tutte e assenze dei vigili di Roma a Capodanno. E “non esiterà ad adottare le sanzioni” in caso di “un nesso causale tra la mobilitazione dei sindacati” e le assenze “per malattia“.

Acnhe il vicesindaco della capitale Luigi Nieri si è espresso sulla vicenda, annunciando l’avvio di un’indagine interna sugli 835 assenti: “in tempi rapidi si avranno dei risultati, in base a questi si deciderà se interessare la magistratura“. Anche il governo è sceso in campo. Matteo Renzi ha dedicato all’argomento il primo tweet dell’anno.

Il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia un giorno dopo ha annunciato su Twitter di aver attivato l’ispettorato sulla funzione pubblica.

Sempre oggi, il ministro ha poi sottolineato l’importanza della riforma della Pubblica Amministrazione.

Con tutto quello che è successo. Qual’è stata la risposta dei sindacati dei vigili urbani? Per Stefano Giannini, segretario del Sulpl “Quelli che si sono assentati per malattia erano veramente malati, a quanto ci risulta nessuna visita fiscale ha rilevato anomalie“. E poi, ecco il seguito: “La maggior parte delle assenze non è per malattia, ma per ferie. C’è stata una sbagliata organizzazione. La verità è che stato tenuto in servizio solo un numero di agenti in grado di coprire l’ordinario: si contava su circa 700 vigili che volontariamente si sarebbero dovuti mettere in straordinario, ma questo non è successo. E’ stato quindi fatto un errore di valutazione“.

Non solo. I vigili urbani della capitale sono pronti a scioperare: secondo Francesco Croce della Uil “ci sarà un crescendo di proteste tra assemblee generali e denunce pubbliche, che arriverà al primo sciopero di categoria della storia di Roma. Tutti i sindacati scenderanno in piazza insieme“.

Lo scontro, al di là delle parole ruota sul salario accessorio, il piano anti-corruzione – che ha ricevuto pure l’Ok del presidente dell’Authority nazionale Cantone (e prevede la rotazione obbligatoria degli agenti sul territorio), oltre all’abolizione dei gruppi attuali – e la contemporanea nascita di sei zone.

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