Interessante il punto di vista che Beppe Grillo ci consegna sul suo blog relativamente alla querelle sui vigili di Roma che avrebbero disertato la notte di Capodanno per malattia, donazione del sangue o legge 104 – ovvero per assistere un parente prossimo con disabilità.

Secondo il comico genovese “l’accanimento mediatico contro i vigili di Roma da parte del governo e dei giornali al suo servizio ha due obbiettivi precisi“. Il primo è quello di distogliere l’attenzione della pubblica opinione “dalla vicenda di Mafia Capitale collusa con i politici del Comune (a proposito Marino e Poletti quando vi dimettete?)“. Il secondo obiettivo – più sottile – sarebbe la criminalizzazione di “una categoria sul piano mediatico per agire con misure più restrittive nei confronti di una parte del pubblico impiego“.

Grillo pubblica una lettera di David “vigile urbano della Capitale“. Secondo lui, i media “non vi raccontano che i vigili sono in agitazione, insieme agli altri comunali, da un mese. Non vi raccontano che Marino, mostrando insofferenza e un po’ di schifo verso la categoria, non si è mai presentato agli incontri con i sindacati. Non vi raccontano che dal primo gennaio è entrato in vigore un nuovo contratto, imposto unilateralmente che prevede riduzioni di stipendio per tutti, su un contratto fermo già da 8 anni“.

Secondo la ricostruzione del vigile, il suo corpo aveva dichiarato che “come forma di protesta” avrebbe “disertato la prestazione straordinaria volontaria di Capodanno, anche perché sciopero e assemblea non sono stati autorizzati“. Le assenze di Capodanno sono figlie anche di una cattiva organizzazione “nessuno al comando ha preparato il servizio ordinario per il 31, nessuno ha sospeso richieste e riposi come prassi. Perché tanto i vigili verranno a frotte volontari, visto che la notte del 31 è ben pagata“. La valutazione si è rivelata sbagliata perché non ci sono stati vigili volontari, e al comando hanno cercato di rimediare in qualche modo, ovvero hanno cambiato in modo arbitrario i “turni di lavoro”, hanno chiamato gente in ferie o in riposo, ed utilizzato la reperibilità, uno strumento che dovrebbe essere utilizzato solo in caso di catastrofi. Insomma l’83,5% di assenti sarebbe una percentuale che comprenderebbe anche chi è in ferie, a riposo, e chi sfruttava permessi per maternità. Oggi si parla si “44 casi sospetti non 835“. Insomma, secondo la versione del vigile, dietro tutto questo ci sarebbe solo l’intenzione di estendere il Jobs act ai pubblici dipendenti.

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