Ennesimo avviso di garanzia per Vincenzo De Luca, sul quale sta indagando la Procura di Napoli. L’ipotesi di reato è quella di istigazione al voto di scambio, concernente le dichiarazioni rese dal governatore della Campania lo scorso 15 novembre, quando al Ramada di Campania circa 300 sindaci vennero invitati a votare e a far votare sì al referendum costituzionale.

Nell’audio della registrazione di quell’incontro, esclusiva del Fatto quotidiano, De Luca fa riferimenti all’ex sindaco di Agropoli Franco Alfieri (decaduto in seguito all’accusa di corruzione), come esempio da seguire per i primi cittadini: “Ecco, l’impegno di Alfieri sarà di portare a votare la metà dei suoi concittadini, 4mila persone su 8mila. Li voglio vedere in blocco, armati, con le bandiere andare alle urne a votare il Sì. Franco, vedi tu come Madonna devi fare, offri una frittura di pesce, portali sulle barche, sugli yacht, fai come cazzo vuoi tu, ma non venire qui con un voto in meno di quelli che hai promesso”.

È stato reso noto oggi che lo scorso 24 novembre la Procura aveva aperto un fascicolo senza ipotizzare un reato, poi contestato dopo aver acquisito l’audio.

Il diretto interessato ha commentato la notizia con esibita indifferenza: “Quando hai la coscienza tranquilla si va avanti oppure qui moriamo di avvisi di garanzia mentre i cittadini non hanno neanche i servizi essenziali”.

Durante l’incontro incriminato De Luca chiese ai sindaci di inviare un fax in cui segnare tutti i voti così ottenuti: la vittoria del Sì avrebbe infatti garantito l’arrivo di un ingente quantitativo di fondi che sarebbero stati inviati dal governo Renzi, come promesso.

Al governatore della Campania, che oggi definisce quelle affermazioni “battute goliardiche”, viene contestato anche l’essersi presentato come commissario in pectore della sanità campana, secondo gli inquirenti un implicito invito a focalizzare la ricerca di voti in quell’ambito.