Non accenna ad allentarsi la tensione all’interno del PD, scaturita venerdì scorso dopo la presentazione della lista dei candidati impresentabili alle elezioni regionali. Il documento della Commissione Antimafia, presieduta dall’esponente del Partito Democratico Rosy Bindi, aveva scatenato l’ira di Vincenzo De Luca, candidato alla presidenza della regione in Campania. Vincenzo De Luca, dopo aver vinto le elezioni lo scorso fine settimana, oggi ha denunciato Rosy Bindi per diffamazione, attentato ai diritti politici costituzionali e abuso d’ufficio.

Il neogovernatore della Campania, che già 4 giorni fa aveva annunciato di voler sporgere denuncia contro Rosy Bindi, è passato dalle parole ai fatti, recandosi in Questura a Salerno. L’esposto è stato indirizzato per competenza alla Procura della Repubblica di Roma.

Intanto Rosy Bindi chiede le scuse pubbliche del Partito Democratico. Nel corso di un intervento alla trasmissione televisiva Piazza Pulita, la presidente della Commissione Antimafia si è sfogata per il trattamento ricevuto dal suo partito:

Non si può arrivare a diffamare così una persona che sta svolgendo il proprio ruolo istituzionale. Il PD ha sbagliato a reagire in quel modo, avrebbe dovuto continuare a difendere De Luca, non delegittimare il lavoro della Commissione Antimafia.

Rosy Bindi ha sottolineato che il lavoro della Commissione Antimafia non mira certo a favorire o a danneggiare il PD o altre formazioni politiche.

Abbiamo inserito tutte le persone che, secondo il Codice etico approvato all’unanimità dai partiti, dovevano esserci.

Rosy Bindi ha invitato Renzi a non liquidare i problemi del Partito Democratico con i soliti discorsi sui gufi:

Bisogna riflettere sull’astensionismo, sui 2 milioni di voti persi, sull’apertura di un problema enorme alla sinistra del Pd, sulla presenza stabile ormai del Movimento Cinque Stelle, sulla Lega che cresce e sul centrodestra che se si ricompatta vince.

La denuncia di De Luca ha colto di sorpresa Rosy Bindi che nelle scorse ore si era congratulata con l’ex sindaco di Salerno per la vittoria alle regionali, confidando che non l’avrebbe querelata per la lista degli impresentabili.