Uno dei due carabinieri, accusati di aver violentato le ragazze americane, davanti agli inquirenti ha confessato di aver avuto un rapporto sessuale con una delle due giovani. Nessuno stupro, però, secondo il carabiniere interrogato che ha parlato di un rapporto “consenziente”. Il militare, stando alle prime informazioni, si sarebbe presentato spontaneamente in Procura accompagnato dal difensore esponendo, dunque, la sua tesi al pm. Intanto nei confronti dei due indagati è stato immediatamente disposto un “provvedimento di sospensione precauzionale dall’impiego”.

Saranno gli inquirenti a provare se ci sia stato o meno lo stupro, se i carabinieri abbiano approfittato dello stato di salute delle due americane (le ragazze sono risultate positive all’alcoltest e narcotest) e se, dunque, abbiano consumato un rapporto sessuale nell’androne del palazzo in cui risiedono. Inoltre è emerso che nei fogli di servizio i carabinieri non avrebbero mai comunicato di aver fatto salire sulla gazzella due ragazze: fatto che costituisce reato. Grave anche la circostanza per cui un carabiniere in servizio lasci l’auto fuori da uno stabile per 20 minuti per andare a consumare un rapporto sessuale. In pieno orario di servizio.

Il legale della studentessa americana di 19 anni ha, inoltre, precisato che la giovane non ha un’assicurazione specifica sulla violenza sessuale ma che, invece, è l’Università americana – con sede a Firenze – a stipulare “un’assicurazione generale per gli studenti che vengono in Italia”: “Si tratta di una polizza che comprende dalla rapina all’incidente, dal furto ai problemi che potrebbero sorgere dal troppo bere”.