Il ministro dell’Interno promette di agire per restituire a Roma un livello decente di sicurezza. Angelino Alfano, intervistato dal Messaggero, ha annunciato un piano speciale del Governo per contrastare spaccio, prostituzione minorile, abusi commerciali e anche la violenza nelle manifestazioni, ormai quasi sempre episodi di vera guerriglia urbana. Alfano ha detto al quotidiano della capitale di aver pronto un intervento “con restrizioni più precise per quel che riguarda l’uso del centro storico per le manifestazioni”.

Un tema bollente, quello dei cortei. Chiunque voglia toccarli viene accusato di attentare alla Costituzione e alla democrazia, anche se la nostra Carta fondamentale è molto chiara in merito. L’articolo 17 recita infatti: “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica“.

Ma, come ha sottolineato Antonio Polito sul Corriere della sera, chi va ad una manifestazione mascherato da un casco e armato di spranghe e razzi, viola sia lo spirito che la lettera della Costituzione. Non esercita più un diritto, ma commette un abuso. Quindi le autorità possono e devono fermarlo.

Tuttavia negli anni si è concessa un’effettiva immunità ai violenti con la scusa del diritto di manifestare. Questa volta Alfano (foto by InfoPhoto) è deciso a fare qualcosa di concreto, ammesso che poi ci riesca veramente. Al Messaggero ha dichiarato: “Se il tema è una protesta contro l’austerity o contro la precarietà, ci mancherebbe altro: ognuno ha diritto di dire la sua. Se però diventa la scusa per mettere a ferro e fuoco la città, allora è ben’altra cosa. E noi non possiamo consentire di rovinare una città per i cittadini romani, per il mondo che la guarda, per i turisti che vengono ad ammirarla“. Auguri.