Le condizioni di sicurezza alla stazione di Legnago, in provincia di Verona, stanno peggiorando a vista d’occhio. Basti pensare all’ultima settimana e agli episodi di violenza ravvicinati che si sono consumati proprio tra i binari.

Il 15 luglio scorso un ventenne maghrebino ha importunato insistentemente una sua coetanea italiana appena scesa dal treno, costretta a scappare in lacrime fuori dalla stazione: i carabinieri, dopo una pesante colluttazione, riescono ad arrestare il ragazzo che però, dopo esser stato condannato per direttissima, viene scarcerato il giorno dopo. Storia simile qualche giorno dopo, il 19 luglio, quando un tunisino trentenne, senza fissa dimora e pluripregiudicato, continua ad infastidire i passeggeri di un treno inneggiando all’Isis e al terrorismo. Anche in questo caso gli agenti riescono a fermarlo e, dopo uno scontro corpo a corpo, il disturbatore viene arrestato, condannato a dieci mesi ma poi rimesso subito in libertà con l’obbligo di tornare nella provincia di Verona. Insomma, una situazione che si fa sempre più critica tanto da costringere il sindaco della città, insieme alla polizia locale, ad invitare donne e ragazze di ogni età a recarsi in stazione sempre in compagnia di qualcuno. Una proposta inammissibile per il popolo femminile che non vuole rinunciare alla sua libertà di circolazione, nè tantomeno è disposto a muoversi sempre con qualcuno che le protegga anche solo per andare a scuola o a lavoro. Da questa decisione, quindi, non poteva che nascere un putiferio e ora toccherà alla giunta comunale correre ai ripari, in un modo o nell’altro.