Come ogni anno da 17 anni a questa parte, il 25 novembre si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. La ricorrenza è nata infatti grazie all’iniziativa delle Nazioni Unite, che nel 1999 approvarono all’unanimità la proposta avanzata da un gruppo di attiviste che si erano riunite quasi 20 anni prima a Bogotà.

La data venne scelta per rendere omaggio a Minerva, Patria e Maria Teresa Mirabal, rivoluzionarie che vennero assassinate il 25 novembre del 1960 nella Repubblica Domenicana per essersi opposte al regime del dittatore Rafael Leonidas Trujillo.

Come racconta Minou Tavarez Mirabal, viceministro degli esteri della Repubblica Domenica, la Giornata ha come scopo “far prendere coscienza, a più persone possibili, della violenza che si perpetua contro il genere femminile, ogni giorno, in ogni società e in ogni Stato. Non solo per sensibilizzare, ma per dare visibilità a un argomento che per anni è stato un vero tabù”.

In Italia, dove il ministro Maria Elena Boschi ha annunciato l’istituzione di una task force apposita, il prossimo venerdì si svolgeranno dunque manifestazioni ed eventi atti a informare il grande pubblico su un tema che il più delle volte rimane nascosto nelle pieghe della società: non si tratta più di un problema occulto, ma ricordare anno per anno le discriminazioni e le violenze subite da metà della popolazione mondiale resta ancora una priorità.

A Milano è stata commissionata l’installazione Intoccabile Rosso, che sarà visitabile negli spazi antistanti la fontana di Largo Sant’Agnese. Inoltre sono stati predisposti nel pomeriggio incontri con professionisti presso lo spazio ChiAmaMilano, in via Laghetto 2.

1500 studenti hanno organizzato un flash mob a Lucca, in programma per il 22 novembre: i ragazzi dei licei indosseranno un poncho rosso mentre eseguiranno una coreografia studiata per l’occasione.

La Cgil di Catanzaro ha invece organizzato per il 23 novembre un convegno pubblico dal titolo Chiamarlo amore non si può, che si terrà presso la sala convegni del Musmi.

A Roma è infine prevista una grande manifestazione a carattere nazionale intitolata Non una di meno, che ricorderà le 60 donne assassinate nel 2016. A organizzarla l’Udi – Unione donne italiane, la Rete Dire che riunisce 77 centri antiviolenza e Io Decido, network di gruppi femministi romani. Il corteo partirà alle 14 da piazza della Repubblica, per poi confluire in piazza San Giovanni.