Per l’ennesima volta la cronaca deve occuparsi di episodi di violenza sulle donne. Si tratta, in particolare, di due aggressioni avvenute una al Nord (a Cedrate di Gallarate, in provincia di Varese) e una al Sud (a Bianco, provincia di Reggio Calabria). Due episodi che lasciano ben intendere come la violenza sulle donne non abbia confini e come si manifesti tanto nella arte settentrionale del Paese tanto in quella meridionale.

L’omicidio avvenuto in provincia di Varese ha visto soccombere una donna albanese di trentadue anni, uccisa dal marito, quarantaduenne, mentre dormiva nel lettone con il suo bambino, in via Ristori, a Cedrate di Gallarate. Il marito l’avrebbe aggredita intorno alle 2:30 del mattino, quando si sarebbe alzato per dirigersi verso la cucina e prendere un coltello con una lama lunga trenta centimetri. A quel punto, tornato in camera, avrebbe colpito la moglie al collo e ne avrebbe provocato dunque la morte per dissanguamento. Un altro bambino della coppia dormiva nella sua camera. Dopo aver compiuto il tragico gesto, l’uomo avrebbe chiamato i carabinieri e in stato confusionale li avrebbe avvertiti di quanto appena commesso. Nonostante abbia confessato il delitto, l’uomo non avrebbe saputo spiegare il motivo del suo gesto.

In provincia di Reggio Calabria, invece, è stata gravemente ferita una giovane di appena ventiquattro anni. A toglierle la vita l’ex fidanzato di due anni più grande, Giuseppe Gambettola (di Gioia Tauro). Il ragazzo sarebbe entrato nell’abitazione dell’ex compagna dopo di che l’avrebbe aggredita e accoltellata, colpendola alla gola, all’addome e al torace. Le forze dell’ordine sono riuscite a rintracciare il presunto colpevole analizzando le immagine registrate dalle telecamere di sorveglianza della zona. La giovane assalita adesso è in grave pericolo di vita e i medici stanno tentando il tutto per tutto pur di salvarla. Il ragazzo l’avrebbe aggredita perché colto dalla gelosia nei suoi confronti e perché non voleva interrompere la relazione con lei.