Si chiamava Violeta, aveva 32 anni ed era madre di tre figli. È andata via dopo 20 ore di agonia dopo essere stata bruciata viva dal suo convivente, un operaio di 48 anni. Una fine atroce per la donna che ha riportato ustioni sul 95% del corpo a seguito dell’incendio divampato nel suo appartamento nel Salernitano. Prima di morire la donna ha avuto la forza di dire a sua madre, che si trovava vicino a lei, di “prendersi cura dei suoi figli”. Sì, perché Violeta lascia tre bimbi.

A ucciderla sarebbe stato il suo convivente. Le avrebbe gettato benzina addosso mentre la donna era seduta vicino al camino. Ad incastrarlo e, dunque, a inchiodarlo alle sue responsabilità sono state le telecamere che avrebbero ripreso l’uomo a un distributore di carburante, poco prima della tragedia. Adesso è accusato di omicidio pluriaggravato per futili motivi con le aggravanti della crudeltà e della premeditazione. Si trova nel reparto detenuti dell’ospedale di Potenza poiché, a causa del rogo, ha riportato ustioni agli arti.

L’omicidio è maturato al termine di una lite, stando ad una prima ricostruzione dei fatti. Increduli gli amici della coppia: “Erano affiatati, quello che ha fatto lui è orrendo e cosa è scattato nella sua testa lo sa solo lui”.