Un fascicolo modello 45, dunque senza indagati e senza ipotesi di reato, è stato aperto dalla procura di Roma in merito alla nomina di Virginia Raggi presso l’Asl di Civitavecchia.

Tra il 2013 ed il 2015 il nuovo sindaco di Roma avrebbe inviato all’Azienda Sanitaria Locale della città laziale una attestazione falsa, scrivendo di non ricoprire cariche pubbliche. All’epoca la Raggi era però consigliere comunale.

L’apertura del fascicolo è un atto dovuto dopo la denuncia arrivata dalla Anlep, l’associazione nazionale libertà e progresso.

Secondo l’associazione, la Raggi potrebbe aver commesso il reato di falso ideologico in atto pubblico oppure “altra violazione alla normativa sulla trasparenza per coloro che ricoprono incarichi politici”.

Ieri il numero uno dell’Anac Raffaele Cantone aveva smentito un possibile procedimento da parte della commissione nazionale anticorruzione.

Intanto, anche le dichiarazioni dell’ex assessore Alfonso Sabella (“atto dovuto l’apertura di un fascicolo sul caso Raggi-Asl di Civitavecchia”) sono finite in un fascicolo aperto presso la Prima Commissione del Csm, dove alcune frasi dell’ex magistrato erano già state attenzionate: si trattava di alcuni pensieri espressi nel corso de L’Arena di Giletti, programma in cui Sabella parlò del probabile epilogo del caso-Affittopoli.