Prosegue la polemica che vede contrapporsi la candidata al ballottaggio romano Virginia Raggi e il direttivo del Pd, arrivata proprio allo scoccare del silenzio elettorale.

Al centro dell’accesa controversia c’è la consulenza che l’aspirante sindaco del Movimento 5 Stelle avrebbe fornito indebitamente alla Asl di Civitavecchia.

Nella giornata di ieri è arrivata la delucidazione da parte della Raggi, che sul proprio profilo Facebook ha pubblicato alcuni documenti che a suo giudizio dovrebbero mettere a tacere tutte le illazioni.

Ecco l’autocertificazione del 2015, nella quale specifico di aver svolto l’incarico, come legale fiduciario, per conto della Asl di Civitavecchia, percependo un acconto di 1.878,69 euro e specificando, tra l’altro, la data di emissione della fattura, vale a dire il 2014”, questo l’esordio del post, che prosegue poi definendo l’intera polemica come “l’ennesimo attacco montato ad arte dal Pd”, con la quale sarebbe stata sigillata “una delle campagne più sporche degli ultimi anni.”

D’altro canto dal Partito Democratico gli attacchi non si sono fermati, e ieri il senatore Stefano Esposito aveva affermato che sul caso si stava attivando la Procura con l’apertura di un fascicolo.

Un’indiscrezione che poco dopo è stata immediatamente smentita da fonti giudiziarie, secondo le quali non vi sarebbe alcune indagine della Procura di Roma in corso, né un esposto avrebbe attirato le attenzione dei magistrati.

Ma a far discutere in casa 5 Stelle ci sono anche gli attacchi rivolti ad Andrea Lo Cicero, il giocatore di rugby che è stato indicato come uno degli assessori della Roma governata dalla Raggi. È stato infatti rilanciato un articolo di Liberation risalente al 2006 inerente la condanna di una multa di 150mila euro inflitta all’atleta, colpevole di aver giocato nel team della nazionale italiano nel settembre del 2003, quando nello stesso periodo aveva preso un congedo per malattia dal Tolosa, squadra nella quale era ingaggiato.

Ulteriori polemiche, questa volta incentrate sul tema dell’omofobia riguardano alcune dichiarazioni riportate dal campione nella sua autobiografia scritta con il giornalista Paolo Cecinelli. Nel testo il campione di rugby definiva “roba da frocetti” le protezioni per le spalle usate da alcuni colleghi.

Tra i critici più accesi si è segnalato Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, che dopo aver letto queste esternazioni ha confidato di trovare Lo Cicero inadeguato a incarichi istituzionali.

Oggi finalmente sull’intera questione cadrà il silenzio e i cittadini saranno chiamati a esprimere il proprio giudizio attraverso lo strumento democratico del voto.