È un piccolo disguido diplomatico quello in cui è incappata Virginia Raggi. La prima cittadina di Roma aveva infatti partecipato insieme a 80 sindaci europei venerdì e sabato scorso all’incontro tenutosi in Vaticano sul tema dell’accoglienza dei profughi, al quale aveva presenziato anche il Papa.

Nella giornata di ieri la Raggi aveva pubblicato su Twitter la lettera inviatale dal Pontefice, in cui veniva espressa una vicinanza che aveva commosso la sindaca.

Conosco le sue iniziative, le sue battaglie personali e le avversità che ha dovuto affrontare. Le esprimo pertanto la mia ammirazione e la mia gratitudine per il suo operato intelligente e coraggioso a favore dei nostri fratelli e sorelle rifugiati.”

Così Papa Bergoglio scrive nella lettera firmata e marchiata con il sigillo dello Stato Pontificio: una serie di parole che hanno convinto Virginia Raggi di essere la destinataria privilegiata di una comunicazione confidenziale del Pontefice, che si chiude con la richiesta al destinatario affinché “non si dimentichi di pregare per me o, se non prega, le chiedo che mi pensi bene e mi mandi ‘buona onda‘”.

Il tweet fatto partire dall’account ufficiale della Raggi è però stato smentito dalla segreteria del Vaticano, la quale ha precisato che “il Papa ha inviato la stessa lettera di ringraziamento ed incoraggiamento a tutti i sindaci partecipanti al convegno sui rifugiati tenutosi gli scorsi venerdì e sabato alla Casina Pio IV. Ogni lettera é stata firmata personalmente dal Papa, ma il testo inviato é il medesimo per tutti i destinatari, tradotto nelle varie lingue”.